Tavolo a Roma sugli esuberi Electrolux, Regioni compatte: «L’azienda ritiri il piano»

L’incontro al Mimit, presieduto dal ministro Adolfo Urso è in programma alle 15. Lavoratori in presidio davanti alle fabbriche italiane del gruppo dalle prime ore della mattina

La redazione

E' in corso dalle prime ore di questa mattina anche allo stabilimento Electrolux di Susegana (Treviso) lo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali e le Rsu in tutti i cinque impianti della multinazionale svedese in Italia per chiedere il ritiro del piano di ridimensionamento di 1.700 esuberi sui circa 4.500 nel Paese.

Una delegazione di lavoratori è intanto partita per Roma per il presidio a ridosso del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) dove alle 15 di oggi è previsto il tavolo presieduto dal ministro Adolfo Urso con istituzioni locali, regionali, Confindustria, esponenti di Electrolux e tutti i sindacati.

Domani sono attesi a Susegana il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, e l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci.

La posizione delle regioni è granitica rispetto alla richiesta di «ritiro del piano industriale di Electrolux che prevede 1.700 esuberi in Italia e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi (Ancona) che occupa circa 170 lavoratori». A sottolinearlo l'assessore regionale al Lavoro delle Marche, Tiziano Consoli, a margine di un convegno promosso dalla Camera di Commercio alla Loggia dei Mercanti di Ancona sul tema "Questione Sociale 2026: Economia sociale, lavoro e sviluppo nelle Marche".

Quanto al tavolo in programma al Mimit, Consoli prevede «uno scontro frontale», con le Regioni e il ministero da un lato e l'azienda dall'altro. «Noi sosterremo fortemente il ritiro del piano - ribadisce Consoli -, anche perché da noi si parla di chiusura del sito rispetto a riduzione del personale. In misura proporzionale avremo un impatto devastante rispetto ad altre realtà che sono anche numericamente più importanti o produttivamente più importanti come il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, l'Emilia-Romagna». 

Continua l’assesore: «Facendo un'analisi, un confronto anche con i dati di Electrolux, ritengo che il calo del 9% (la diminuzione di ricavi del Gruppo nei primi mesi dell'anno, ndr) obiettivamente non comporterebbe un piano di ridimensionamento a livello nazionale di tutto il personale, è ingiustificato. Questo ci fa presupporre che molto probabilmente è un primo passo per l'abbandono dei mercati italiani e questo potrebbe pregiudicare non solo le sorti dell'economia marchigiana ma anche di quella nazionale».

In ogni caso, osserva l'assessore, il ministro «è sul pezzo». «Speriamo di far sintesi e trovare una soluzione che porti innanzitutto, in prima fase, a ragionare con Electrolux in maniera seria e in seguito «a sviluppare delle ipotesi che possono essere anche alternative alla chiusura, alla chiusura del sito. Oggi ci sarà una graniticità nel sostenere il ritiro, poi vedremo dopo quello che verrà fuori». 

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