Sportsystem, nel 2025 export in lieve calo a 1,55 miliardi. Bene il traino delle Olimpiadi

Frasson: la concorrenza dell’Asia è sempre più forte, dobbiamo attrezzarci

Mattia Toffoletto

 

 

L’export 2025 dello Sportsystem veneto ha raggiunto gli 1,55 miliardi di euro. E nei soli primi tre mesi del 2026 – in coincidenza con le Olimpiadi invernali Milano Cortina - ha garantito 402 milioni, trascinato dall’andamento positivo degli articoli per le discipline invernali e l’attrezzatura da scialpinismo.

La flessione della calzatura sportiva determina però un lieve calo dell’1,1 per cento nel confronto 2025-2024 a livello di esportazioni, mentre segnali confortanti giungono dalla sostanziale stabilità evidenziata dal primo trimestre di quest’anno (rispetto al 2025), a dispetto delle tensioni internazionali. Merito anzitutto dei mercati europei, con la rinnovata spinta verso i Paesi dell’Est (Repubblica Ceca in primis) a compensare l’inesorabile frenata nell’area del Golfo Persico. Quanto al fronte occupazionale, il saldo 2025 è meno 1,7 per cento, con 150 posizioni perse nell’abbigliamento e 20 nella calzatura.

Fondazione Sportsystem, in collaborazione con la Camera di commercio Treviso-Belluno e Intesa Sanpaolo, ha fatto il punto sull’andamento dello Sportsystem - distretto che comprende 16 Comuni del Montebellunese e Asolano, più Alano di Piave nel Bellunese – nei mesi che hanno visto Cortina conquistare le attenzioni del mondo per i Giochi. «La concorrenza dell’Asia è sempre più forte, dobbiamo essere più ambiziosi e agguerriti», il messaggio di Gianni Frasson, presidente Fondazione Sportsystem, «per rispondere serve puntare su qualità e innovazione, sapendo arginare il tema dell’invecchiamento delle nostre compagini imprenditoriali».

Un tema chiave è infatti il passaggio generazionale: nel decennio 2015-2025, il settore calzatura ha visto amministratori, soci o titolari nella fascia d’età 50-69 anni salire dal 53 al 57 per cento. E gli ultrasettantenni, dal 10 al 15 per cento. «Il passaggio generazionale è il problema vero di un distretto che ha trovato visibilità grazie alle Olimpiadi», sottolinea Mario Pozza, presidente camera di commercio Treviso-Belluno.

Quanto all’export 2025, emerge, in particolare, la crescita del 4,1 per cento negli articoli per gli sport invernali e per lo scialpinismo, che curiosamente ha debuttato come disciplina olimpica ai Giochi della neve 2026. Ma il confronto con l’anno precedente – benché di lieve entità, pari all’1,1 per cento – risulta in flessione per effetto del momento critico della calzatura sportiva (meno 2,3 per cento nel parallelo 2025-2024) e delle biciclette e relativa componentistica (meno 4,5 per cento), seguendo una tendenza – per le due ruote – comune a tutto il mondo. Spostandoci sul primo trimestre 2026, ecco invece la ripresa del settore bici accompagnata alla conferma del trend positivo degli articoli legati agli sport invernali e della montagna. Segnali incoraggianti sono assicurati dai mercati della Germania, Austria e Cechia, mentre resta problematico l’andamento negli Stati Uniti sulla scia del tema dazi.

Il conflitto in Iran, per di più, ha imposto la ridefinizione delle rotte: se nei Paesi del Golfo si accusa un calo, dopo l’espansione dell’anno passato (più 46 per cento l’export negli Emirati nel raffronto con il 2024), ora a gonfiare la vela dello Sportsystem sono Germania ed Est Europa. Analizzando altri dati legati al distretto, si scopre come le sedi d’impresa siano risultate 532 lo scorso anno, con 173 filiali e quasi 7.700 occupati. La riduzione nel totale delle sedi d’impresa – meno 47 unità nel parallelo 2024-2025 – va motivata con le cancellazioni d’ufficio delle attività inattive, soprattutto ditte individuali del tessile.

A spiccare è l’incremento, elemento costante degli ultimi anni, nelle filiali: più nove nel 2025. «Segno della forza dello Sportsystem, perché il dato è indice di espansione internazionale», commenta Federico Callegari, Studi e statistica camera di commercio Treviso-Belluno. Nel mentre, il distretto vede avanzare la dimensione d’impresa medio-grande: nel decennio 2015-2025 si rafforza la fascia d’impresa fra i 250 e 500 addetti, essendo la quota dei dipendenti balzata dal 7,2 al 15,7 per cento.

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