Somec spinta dalle crociere: gli ordini a 330 milioni
Il presidente Oscar Marchetto: «Nel 2027 torneremo a crescere»

«La visione». È questa che, secondo il presidente Oscar Marchetto, ha portato il gruppo Somec a una crescita così rapida nel giro di pochi anni. «Nel 2013 abbiamo acquisito un’azienda che faceva poco più di 20 milioni di euro di fatturato e oggi abbiamo un gruppo di 28 aziende che ha un fatturato di quasi 400 milioni». E tra Covid, guerre, dazi, inflazione, le sfide non sono state poche. Gli anni di ristrutturazione aziendale e riorganizzazione interna, però, secondo Marchetto, hanno permesso oggi di arrivare a gestire tutta questa complessità, ed essere abbastanza solidi per crescere.
Il gruppo trevigiano, con sede a San Vendemiano, ha chiuso il 2025 con un Ebitda normalizzato in crescita del 14% e ricavi pari a 370 milioni di euro: in contrazione del 2,1% rispetto all’anno precedente principalmente per la divisione Horizons, ovvero quella specializzata in sistema ingegnerizzati di architettura navali e facciate civili, che ha subito gli effetti del cambio del dollaro e dell’allungamento nella realizzazione di alcune commesse.
È proprio questa divisione che però ha trainato il portafoglio ordini nell’ambito della crocieristica nei primi sei mesi del 2026. In tutto, includendo anche una commessa da 18,5 milioni nella divisione Mestieri, dedicata alla progettazione e creazione di interior specializzati, il valore complessivo degli ordini acquisiti da gennaio in questo settore è di 330 milioni di euro. «E non è finita», sottolinea Marchetto, «ce ne saranno altri più avanti, le navi che sono in programma per i prossimi 12 anni sono più di 60».
Il presidente del gruppo ritiene che quello del cruiser sia un business in grande crescita: «Nel 1985 c’erano due milioni di passeggeri al mondo, il 2025 si è chiuso con 37 milioni: i numeri sono sempre aumentati anno su anno tranne il fermo del Covid». Le prospettive economiche sono particolarmente favorevoli per una serie di motivi: «Il ciclo di vita di una nave è di 30 anni, quindi occorre fare tantissimi refit, inoltre per ora solo il 2% del turismo globale viaggia su nave, quindi, c’è spazio di sviluppo, infine», aggiunge, «è un tipo di turismo che, come quello alberghiero, può richiamare diverse fasce di reddito».
Entro il 2032, si stima che i passeggeri potrebbero crescere fino a quota 49 milioni. Per Somec, è un business che vale il 60% del fatturato e che, concentrandosi prevalentemente negli Stati Uniti e in Europa, viene ritenuto da Marchetto particolarmente sicuro perché non esposto alle tensioni geopolitiche del momento.
Ma c’è altro oltre le navi. Con l’acquisizione di Fabbrica Lcc nel 2018, azienda statunitense che realizza facciate vetrate per gli edifici civili, si è aperta un’altra porta: quella del rivestimento dei grattacieli. «Anche lì c’è molto fermento», sostiene Marchetto. «Anche se tutti parlano di un momento critico per gli Stati Uniti, stanno arrivando investimenti che prima del Covid non si vedevano». In questo momento Somec si sta occupando del triangolo nord-est degli Stati Uniti, perciò la zona che va da Boston a Washington, New York e Philadelphia.
Quello statunitense è un mercato che per Somec vale il 45% del fatturato. E l’effetto dazi, è stato a malapena avvertito: «Le navi battono tutte bandiera offshore, perciò tutte le nuove costruzioni sono in Europa, così come i refit. Per quanto riguarda invece la parte americana», specifica, «noi produciamo direttamente negli Stati Uniti. È vero, alcune componenti vengono acquistate in Europa, ma il vantaggio del mercato statunitense è che i clienti, anche quando il progetto è già in corso, riconoscono l'incidenza del dazio. Di conseguenza, è il mercato che viene penalizzato, non noi».
Dopo un 2025 in cui il gruppo trevigiano ha posto più attenzione alla marginalità rispetto all’aumento dei ricavi, anche il 2026 sembra seguire questa linea, con l’obiettivo di tornare a crescere nel 2027, sia incrementando il fatturato a livello organico sia attraverso operazioni straordinarie. «Siamo pronti», afferma Oscar Marchetto. E su questo, sembra proprio non avere dubbi.
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