Electrolux Professional: portafoglio ordini in aumento

Presentati i conti del secondo trimestre: le vendite sono diminuite del 5%. Pesano le flessioni nell’Asia Pacifico, in Medio Oriente e in Africa. La marginalità resta buona, incassati 2 milioni con i rimborsi dei dazi Usa

Maurizio Cescon
Lo showroom di Electrolux Professional a Vallenoncello.
Lo showroom di Electrolux Professional a Vallenoncello.

 

Electrolux Professional Group, società con quartier generale a Pordenone, leader mondiale nella produzione di soluzioni destinate al mondo della ristorazione, del coffee&beverage e della lavanderia professionale, ha illustrato il bilancio del secondo trimestre 2026. Tra aprile e giugno le vendite sono state pari a 3.036 milioni di corone svedesi (275 milioni di euro al cambio attuale), in contrazione del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’Ebita è stato del 12,4%, l’utile operativo di 323 milioni di corone svedesi (circa 29 milioni di euro). La valuta, corona svedese, ha avuto un effetto sui conti di –1,9% e un’acquisizione dello 0,6%. Il reddito per il periodo è stato di 230 milioni di corone svedesi e l’utile per azione di 0,80 corone.

Nonostante la contrazione, però, il management resta ottimista per il futuro, visto che il portafoglio ordini è in aumento. Paolo Schira, presidente e Ceo, in carica dal 5 maggio scorso, guarda infatti il bicchiere mezzo pieno: vendite deboli, ma aumento dell’ingresso di ordini. «Le esportazioni di prodotti sono diminuite in modo organico, principalmente a causa delle debolezza negli Stati Uniti e del rinvio delle consegne dei progetti in Apac-Mea (Asia Pacifico e Medio Oriente e Africa)», ha dichiarato il top manager, «da quando ho assunto il ruolo di Ceo, mi sono concentrato sul definire le nostre priorità per consentire un’esecuzione più rapida e disciplinata. Facendo meno cose e meglio, puntiamo a costruire un business più forte e redditizio nel tempo. L’impegno e la passione dei nostri dipendenti mi danno fiducia perché abbiamo le basi giuste per operare al meglio».

Sebbene le vendite siano diminuite nel trimestre rispetto ad aprile-giugno 2025, il margine di profitto è rimasto relativamente stabile. L’Ebita, in particolare, è stata sostenuta da un rimborso di 21 milioni di corone (1,9 milioni di euro) legato ai dazi statunitensi dopo la decisione della Corte costituzionale americana, ma è stata negativamente influenzata da vendite più basse e da costi più elevati di materie prime e logistica. Il contributo del prezzo è stato positivo. Il flusso di cassa operativo dopo gli investimenti è stato inferiore al livello dello scorso anno, riflettendo un capitale circolante più elevato e una continua uscita di cassa per il programma di efficienza.

Per quanto riguarda i vari settori commerciali, le vendite di Food & Beverage (attrezzature per cucine, forni professionali, frigoriferi, macchine per il caffè e altro) sono diminuite del 5,8%. Le vendite in Europa sono calate leggermente, mentre quelle negli Stati Uniti e Apac-Mea sono scese in modo più significativo. Lo sviluppo degli Stati Uniti è stato debole negli ultimi trimestri. Le vendite in Asia Pacifico, Medio Oriente e Africa sono state invece penalizzate dal rinvio delle consegne dei progetti. Il margine Ebita per il segmento è rimasto invariato. L’ingresso di ordini è diminuito leggermente mentre lo stock è più alto, in parte a causa di consegne posticipate.

L’andamento del settore lavanderia, invece, è stato sostanzialmente stabile. L’Ebita si è confermato in linea con l’anno scorso, con un margine del 17,2%, supportato dal rimborso tariffario e in parte compensato da costi più elevati di materie prime e logistica. Per compensare gli aumenti dei costi tariffari e logistici, l’azienda sta trovando nuove soluzioni.

Importante, per i prossimi mesi, l’incremento dell’apporto di ordini. «Il programma di efficienza», conclude il Ceo Schira, «procede in linea con i piani e continuiamo a vedere effetti positivi nel trimestre. Date le condizioni attuali, si prevede che prezzi e supplementi compenseranno i venti contrari di valuta, tariffe e logistica durante la seconda metà del 2026. Le azioni degli ordini sono buone e prevediamo che si trasformino in vendite di prodotti nel prossimo trimestre».

 

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