Safilo alza i margini e la cassa, ma il dollaro frena il fatturato

I ricavi nel 2025 arrivano a 983 milioni, in crescita dell’1,8% a cambi costanti. Pesa la debolezza della moneta americana

Roberta Paolini

Nel 2025 Safilo ha scelto la via stretta ma disciplinata della redditività, preferendo la difesa dei margini e la generazione di cassa a una crescita della top line penalizzata dal cambio. Le vendite preliminari comunicate ieri al mercato si sono attestate a 983,4 milioni di euro, in aumento dell’1,8% a cambi costanti, mentre il dollaro debole ha eroso il dato reported, che chiude in flessione dell’1%.

Il quarto trimestre ha confermato un quadro di resilienza: +0,4% a cambi costanti, con un arretramento del 4,6% a cambi correnti. Il segnale chiave arriva però dal conto economico operativo. Il margine industriale lordo ha raggiunto il 60,9%, in miglioramento di 120 punti base sul 2024, mentre l’Ebitda adjusted si è attestato al 10,6%, in crescita di 120 punti base. Su base reported, l’Ebitda margin ha toccato il 10,8%, con un’espansione di 280 punti base.

 

Geograficamente, il quadro resta polarizzato. Nord America ed Europa hanno chiuso l’anno in crescita a cambi costanti, rispettivamente +1,8% e +2,7%, con l’Europa in aumento anche a cambi correnti (+2,3%). Più contrastato l’andamento negli emergenti: Asia Pacifico +4,8% a cambi costanti, ma con una frenata marcata nel quarto trimestre, mentre il Resto del Mondo chiude l’anno in calo (-4,5%).

Nel quarto trimestre, il Nord America ha beneficiato del buon andamento del wholesale, con il ritorno alla crescita dei prodotti sportivi Smith nei negozi fisici, a fronte della persistente debolezza del brand Blenders nel direct-to-consumer. In Europa, la crescita organica delle montature da vista nei principali mercati ha compensato il deconsolidamento di Lenti Srl e la volatilità delle tempistiche di consegna.

Il portafoglio marchi resta un asset strategico: Carrera, David Beckham, Tommy Hilfiger, Marc Jacobs, BOSS, Kate Spade e Carolina Herrera hanno contribuito in modo decisivo alla performance nei mercati core, mentre Smith continua a rappresentare un pilastro negli Stati Uniti.

L’espansione dei margini è il risultato di una combinazione di price/mix favorevole, adeguamenti di prezzo in Nord America e riallocazione degli approvvigionamenti fuori dalla Cina per mitigare le pressioni tariffarie. Nel quarto trimestre, il margine industriale lordo ha toccato il 61,9%, con un incremento di 240 punti base anno su anno, mentre il margine Ebitda adjusted trimestrale è salito all’8,8%.

Il Free Cash Flow ha raggiunto 55 milioni di euro, includendo la cessione di Lenti e l’investimento in Inspecs Group, di cui Safilo ha acquisito il 25% per circa 24,9 milioni di euro. L’ultimo trimestre ha generato quasi 16 milioni di euro di cassa prima dell’operazione, confermando la traiettoria di disciplina finanziaria. L’indebitamento netto è sceso a 46 milioni di euro, dopo il completamento del programma di buyback da 18 milioni di euro, un segnale di fiducia nella struttura patrimoniale e nella capacità di autofinanziamento.

Per il 2026, il gruppo riconosce la persistenza di un contesto geopolitico e macroeconomico complesso, con impatti sulle opportunità di crescita della top line. La strategia resta focalizzata su sviluppo organico, acquisizioni selettive e ulteriore rafforzamento dei margini, con l’obiettivo di consolidare la creazione di valore nel lungo periodo.

Sul dossier Inspecs per il momento nessuna novità. A metà dicembre il gruppo padovano guidato da Angelo Trocchia ha comprato direttamente un quarto della società britannica. Una mossa che è servita a prendere una posizione nel riassetto in corso sul capitale della società quotata.

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