Electrolux Professional, nel 2025 fatturato in calo, tengono i margini
Il gruppo di Pordenone ha chiuso l’esercizio a 290 milioni di euro di ricavi e 36,5 milioni di Ebitda

Ricavi in flessione, anche a causa dell’effetto cambio, ma la marginalità tiene e addirittura supera in termini percentuali quella dell’anno precedente. È la sintesi della quarta trimestrale di Electrolux Professional, che ha chiuso il 2025 con ricavi per 3,1 miliardi di corone, pari circa 290 milioni di euro, in flessione del 7,3% rispetto al 2024.
Un calo che, come anticipato, si spiega soprattutto con l’effetto cambio, visto il forte apprezzamento della corona svedese rispetto alle principali valute, in particolare rispetto al dollaro. Come spiega infatti la nota diffusa ieri dal gruppo, a livello organico la flessione delle vendite è stata molto più contenuta, solo lo 0,6%, e legata soprattutto al comparto lavaggio, in calo del 2,9%, mentre l’area Food & Beverage è cresciuta a livello globale dell’1,1%.
Il dato più rilevante che emerge dall’ultima trimestrale è però l’aumento della redditività, superiore rispetto alle attese del gruppo e degli analisti. Il margine operativo Ebita a fine anno è stato infatti di 388 milioni di corone (36,5 milioni di euro), inferiore rispetto ai 400 milioni dello scorso anno, ma corrispondente al 12,6% di fatturato, contro il 12% del 2024. Migliorano pertanto il risultato operativo prima delle imposte (316 milioni di corone), l’utile netto, che ammonta a 280 milioni, contro i 215 del 2025, e il dividendo proposto agli azionisti, che è di 0,95 corone (0,85 nel 2025). Un buon risultato per il gruppo, che con l’assemblea del 5 maggio saluterà il passaggio del testimone da Alberto Zanata, presidente e ceo da 17 anni al vertice, a Paolo Schira, già presidente dell’area laundry.
Dal punto di vista geografico, l’Europa si conferma in questo momento l’area trainante. In entrambi i segmenti il Vecchio Continente mostra infatti un andamento positivo, compensando la debolezza degli Stati Uniti, dell’area Asia-Pacifico, in particolare del Giappone, e del Medio Oriente. Negli Usa, dopo un buon primo semestre, la seconda metà del 2025 ha visto un rallentamento della domanda, soprattutto nel comparto lavaggio, sul cui calo ha pesato soprattutto il confronto con il quarto trimestre 2024, quando le scorte del principale distributore statunitense avevano trainato la domanda. Ma le prospettive del mercato Usa restano positive, come rileva Zanata nel commentare l’andamento dell’ultimo trimestre e dell’anno.
A consolidare le prospettive strategiche, sia nell’area food & beverage che nel laundry, l’acquisizione degli asset di Royal Range, operazione completata nel gennaio 2026 e destinata ad ampliare l’offerta nel cooking professionale sul mercato statunitense, e gli investimenti in innovazione e sostenibilità, come dimostra l’ingresso nel capitale della startup svedese Mimbly, attiva nella filtrazione delle microplastiche e nel risparmio idrico.
A dispetto delle incertezze geopolitiche e macroeconomiche, degli effetti diretti e indotti dei dazi e delle pressioni sul fronte valutario, il gruppo archivia un’annata positiva: «Siamo riusciti a migliorare la redditività sottostante e a registrare una moderata crescita organica, a dimostrazione della resilienza del nostro modello di business», commenta Zanata.
«I risultati del 2025 – si legge ancora nella nota – vanno interpretati anche alla luce dei principali progetti di trasformazione in corso. Abbiamo continuato a investire nella nuova piattaforma laundry e nel progetto di horizontal cooking, entrambi in lancio nel 2026. Stiamo inoltre rafforzando le capacità commerciali e portando avanti il programma di efficienza avviato a settembre, che procede secondo i piani e dovrebbe generare risparmi significativi nel 2026 e 2027. Elementi, questi, che costituiscono solide basi per migliorare ulteriormente le performance future».
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