Pro-Gest trova l’intesa sul debito, rimborso nel 2030 e cessioni al via

La ristrutturazione consentirà l’uscita dalla procedura di composizione negoziata iniziata un anno fa. La famiglia Zago manterrà il controllo dell’azienda

Carlo Nanni

Il gruppo trevigiano Pro-Gest ha raggiunto un accordo con i principali creditori per avviare una ristrutturazione del debito che permetta l’uscita dalla procedura di composizione negoziata iniziata un anno fa.

I principali punti dell’accordo, che dovrà superare ora una serie di passaggi formali previsti dalle normative, tra i quali l’omologa da parte del Tribunale di Treviso, sono il mantenimento dell’azienda sotto il controllo della famiglia Zago, un’estensione fino al 2030 delle scadenze dei debiti finanziari, l’avvio di un processo di vendita di attività immobiliari e industriali.

La crisi del gruppo era scoppiata ormai più di un anno fa, a metà dicembre del 2024, quando il gruppo trevigiano non era riuscito a ripagare un prestito obbligazionario originariamente da 250 milioni di euro, emesso nel 2017 e servito a finanziare un piano di espansione di ampia portata.

L’accordo raggiunto ora riguarda l’allungamento della vita di questo prestito e di altre obbligazioni per un valore di altri 200 milioni di euro, emesse da una serie di controllate e possedute oggi dai fondi gestiti dalla società di private equity internazionale Carlyle.

Per effetto degli interessi maturati nel frattempo, entrambe queste voci del debito di Pro-Gest - che complessivamente si aggira attorno ai 650 milioni di euro – sono nel frattempo cresciute.

L’intesa prevede la cancellazione di una quota minore del debito (circa 30 milioni), una nuova determinazione degli interessi da corrispondere e l’opzione, in mano ai creditori, di estenderne la durata di altri due anni, fino al 2032, se non saranno stati ancora completati tutti i passi previsti dal piano.

In cambio della proroga dei tempi, i creditori hanno ottenuto più estese garanzie sulle quote societarie di una serie di attività industriali, la cui vendita dovrà garantire la restituzione dei prestiti, che avverrà in un’unica soluzione nel 2030 o, in caso di estensione, nel 2032.

Alla fine del percorso il gruppo trevigiano avrà un perimetro più ristretto rispetto a quello attuale.

La prima fase del piano prevede infatti la dismissione di immobili il cui valore è stimato in circa 80 milioni.

Con tempi più lunghi, dovranno invece essere messe sul mercato le attività industriali che fanno capo a società al di fuori del territorio veneto, a Villa Lagarina in Trentino, a Tolentino nelle Marche e a Ferrara.

Sarà da queste cessioni che dovrà arrivare buona parte della cassa necessaria per ridurre l’entità del debito finanziario, che a fine piano dovrebbe scendere abbondantemente sotto i 100 milioni di euro.

Al buon fine dell’operazione Pro-gest conta di contribuire anche con i propri risultati: stando alle indicazione fornite ai creditori, nel 2025 il gruppo dovrebbe aver registrato un margine operativo al lordo delle poste finanziarie (Ebitda) di circa 15 milioni, attorno al 3 per cento dei ricavi, che sarebbero stati pari a circa 550 milioni di euro.

Nell’arco del piano la marginalità è prevista migliorare progressivamente, superando la soglia del 10 per cento dei ricavi a paritre dal 2028.

L’accordo non prevede l’immissione di nuove risorse finanziarie né da parte dei creditori né da parte della famiglia, che dopo il passaggio generazionale dal patron Bruno Zago resta al vertice con i figli Francesco, amministratore delegato, e Valentina, direttore generale.

Angelo Rodolfi, il “chief restructuring officer” nominato a metà 2024, rimarrà al comando per attuare il piano industriale, che prevede una profonda riorganizzazione operativa, mentre verrà indicato un “chief disposal officer” che avrà il compito di portare avanti le cessioni e di informare in maniera regolare il consiglio di amministrazione sull’andamento delle dismissioni.

Nel consiglio entreranno degli amministratori indipendenti, che avranno potere di veto sulle operazioni straordinarie, le cause legali, le transizioni infra-gruppo e con le parti correlate, a cominciare dalla famiglia Zago.

L’accordo con i creditori dovrà ora passare al vaglio dell’esperto indicato per vigilare sulla procedura e ottenere l’omologa da parte del Tribunale, che Pro-Gest conta di ottenere entro il mese di giugno. —

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