Al via la prima nave green per Italia Marittima: sei unità entro il 2027

Nei cantieri cinesi è stata posata la chiglia della portacontainer alimentata a gasolio e metanolo. La costruzione delle altre cinque sarà scaglionata ogni due mesi

Giulia Basso

Centottantadue metri di lunghezza, 32 di larghezza, capacità di 2.428 container e propulsione a metanolo verde. Ieri nei cantieri Guangzhou Huangpu Wenchong in Cina è stata posata la chiglia della prima nave portacontainer dual fuel destinata a Italia Marittima, compagnia del gruppo Evergreen erede del Lloyd Triestino. Un investimento strategico che entro il 2027 porterà in flotta sei nuove unità, tutte capaci di navigare sia a gasolio che a metanolo, tagliando drasticamente le emissioni inquinanti. Le navi avranno un pescaggio di 9 metri e saranno lunghe quanto due campi da calcio.

Alla cerimonia ha partecipato Stefano Beduschi, vicepresidente di Italia Marittima. La nave H2562, la prima della serie, sarà consegnata nel primo trimestre del 2027. Le altre cinque seguiranno a ritmo serrato: ogni due mesi nello stesso cantiere partirà la costruzione di una nuova unità, con la seconda già prevista per metà marzo. Lo scaglionamento delle consegne dovrebbe rispettare lo stesso calendario, portando l’intera flotta green a regime entro fine 2027.

Le sei navi, che aggiungeranno oltre 14.500 Teu alla capacità complessiva della compagnia, viaggeranno a 19 nodi sulle rotte mediterranee, dove Italia Marittima gestisce la rete di distribuzione del gruppo Evergreen: una scelta che risponde alle normative europee del Green Deal. Con undici navi attualmente operative per una capacità totale di 34. 668 Teu, la compagnia conta di rafforzare la propria presenza nel bacino quando le rotte via Suez torneranno pienamente operative dopo la crisi del Mar Rosso.

Non è ancora stato definito dove le navi si riforniranno di metanolo verde: dipenderà dalle rotte seguite, ma questa flessibilità operativa dovrà fare i conti con lo sviluppo delle infrastrutture nei porti mediterranei, compreso quello di Trieste.

Sul fronte occupazionale, Italia Marittima – che conta quasi 300 dipendenti – valuterà i fabbisogni nei prossimi mesi, ma di certo gli equipaggi italiani aumenteranno con l’arrivo delle nuove unità. Il 2026 si preannuncia incerto per il settore: non c’è ancora contezza di quando la crisi del Mar Rosso finirà. Italia Marittima vuole farsi trovare pronta: la strategia mediterranea e l’arrivo della flotta green potrebbero fare la differenza.

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