Commercio sempre più anziano in Fvg. Gli imprenditori stranieri sono il 20%

Preoccupazione per i contratti pirata: il 49% dei lavoratori chiede norme severe. Cinesi leader nella ristorazione e servizi alla persona, marocchini nel dettaglio

Maurizio Cescon

 

Gli imprenditori del commercio e del turismo del Friuli Venezia Giulia sono i più anziani d’Italia. È uno dei dati che fanno più riflettere emersi nel corso della conferenza stampa di Confcommercio Fvg che ha trattato diversi altri temi, quali il dumping contrattuale nel settore e il ruolo degli enti bilaterali, con la presenza dei ricercatori Pierluigi Ascani di Format Research e Alessandro Russo di Ires.

Demografia e stranieri

Nell’ultimo decennio si rileva un marcato processo di invecchiamento della classe imprenditoriale, in linea con le più generali dinamiche demografiche. Gli iscritti under 50 alla gestione speciale Inps sono diminuiti di quasi 9 mila unità, in particolare tra 40 e 49 anni (-46%), mentre crescono sensibilmente gli over 60 (2.679 unità in più, +35,7%). Il Friuli Venezia Giulia è la regione con la quota più elevata di over 50 (sono il 62,3% del totale).

Anche il numero annuale di nuove iscrizioni a questa gestione Inps è in forte discesa nel tempo, da oltre 2 mila unità nel 2014 a poco più di 1.100 nel 2020, confermando un ricambio generazionale sempre più debole. I titolari delle ditte individuali attive nel terziario sono in maggioranza maschi (60,1%, pari a quasi 15 mila a fine settembre del 2025). Tra i principali comparti, solo nei servizi alla persona (lavanderie, parrucchiere, trattamenti estetici, centri benessere, ecc.) prevalgono le donne (sono il 78,5%).

La componente straniera sta diventando sempre più importante anche nel Terziario, tanto che i titolari nati all’estero sono il 19,6% (15,8% al di fuori dell’Unione Europea e 3,8% nell’Ue); nell’ambito dei servizi di pulizia raggiungono il 27,6%. Il principale Paese estero di nascita è la Cina (primato che si riscontra anche nell’ambito della ristorazione e dei servizi alla persona). Nel commercio al dettaglio prevalgono gli imprenditori originari del Marocco, nei servizi di pulizia quelli provenienti dai Paesi dell’ex Jugoslavia.

La ricerca del personale

Quattro imprese su dieci hanno cercato personale nel biennio 2024–2025, ma la quota è in lieve calo rispetto alla rilevazione precedente. Tra chi assume, il 61,1% segnala difficoltà medio-alte di reperimento, un dato sostanzialmente stabile. La criticità principale resta la scarsità di candidati con competenze adeguate (53,7%), seguita da orari ritenuti poco attrattivi e aspettative retributive non allineate. Il 43,6% delle imprese dichiara un impatto negativo sui ricavi dovuto alle mancate assunzioni, in lieve miglioramento rispetto al 48,1% del semestre precedente.

Contratti e occupati

Tra le imprese, il 22,2% percepisce la presenza di concorrenti che applicano contratti non rappresentativi, ma solo l’8,4% ritiene che il fenomeno incida in modo rilevante sulla concorrenza. I lavoratori mostrano una maggiore sensibilità: il 52% ha sentito parlare di dumping contrattuale e il 22,6% lo considera diffuso nel proprio settore.

Il 49% dei lavoratori chiede un quadro normativo che limiti l’uso di contratti non rappresentativi. Il sistema del terziario del Friuli Venezia Giulia mostra una tenuta complessiva dell’occupazione nel 2025, tanto che l’indicatore occupazionale migliora rispetto alla precedente rilevazione (+2 punti).

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