Polidori Vending vuole ampliarsi nel multiservice. «Investiamo sul servizio»
La società da 2 milioni di fatturato ha sede a Muggia ed è giunta alla terza generazione

Da un ammezzato in centro a Trieste, che ospitava le prime macchinette su un paio di scaffalature, a una realtà che impiega una trentina di persone e, tra vending e multiservice, ha ormai toccato tutte le province del Friuli Venezia Giulia. Ha appena festeggiato i primi 40 anni di attività Polidori Vending, società con sede a Muggia specializzata in distributori automatici di bevande e snack per aziende, uffici e spazi pubblici.
L’attività, avviata da Elio Polidori nel 1983, è diventata una ditta individuale a gennaio del 1986 quando il figlio Paolo, attuale sindaco di Muggia, decise di trasformare il lavoretto a cui si dedicava dopo le lezioni all’università in una vera e propria azienda. «Era il mio primo anno di università», racconta.
«Abitavo ancora con i miei in un palazzo in centro a Trieste e avevo affittato un angolo dell’ammezzato da un vecchietto che riparava calcolatrici. Durante il giorno lavoravo lì per mettere a posto le macchine e gestire la contabilità, poi la sera salivo a casa a studiare. Ricordo ancora il mio primo fatturato: 23 milioni di lire. Mi dava la possibilità di mantenermi agli studi».
Oggi Polidori Vending è una realtà da 2 milioni di euro di fatturato con 10 negozi automatici a Trieste, attiva in tutta la provincia giuliana e isontina, giunta ormai alla terza generazione. Negli ultimi anni sono infatti entrate in azienda due delle quattro figlie di Polidori, Alice di 31 anni e Arianna di 28. «Tutte le aziende del vending si aggregano in grossi gruppi e vanno verso i fondi di investimento. Noi siamo rimasti l’unica azienda del settore con sede e radicamento sul territorio e a carattere familiare», continua Polidori.
Alice, 31 anni, si occupa di gestione dei dipendenti, ufficio acquisti, assistenza e aspetti commerciali, Arianna, 28 anni, ha iniziato come magazziniera e oggi cura l’archiviazione e il conteggio moneta degli incassi, una parte fondamentale del lavoro nel settore del vending. «Puntiamo sulla territorialità e sul servizio, offrendo massima reperibilità e assistenza», spiega Alice.
«Le macchine sono sempre più tecnologiche e così anche i sistemi di pagamento, dalla carta di credito alle app. Nel 2026 vorremmo investire proprio su questo: abbiamo installato il primo dispositivo che permette il pagamento con app nel 2020 e oggi contiamo 7.730 utenti in app. Vorremmo implementare il sistema anche per i clienti che ancora non hanno questa possibilità: limitare il contante va anche a nostro vantaggio, perché ci evita il conteggio moneta».
L’ambizione di Polidori Vending è oggi quella di trasformarsi in una società multiservice. Nelle prospettive future c’è infatti la fusione con Self Vending, società costituita dallo stesso Polidori con il socio Giorgio Caparello che condivide gli spazi nel capannone di Muggia, anche per ottimizzare logistica e costi.
Specializzata in macchine per caffè, cialde, capsule e boccioni d’acqua, Self Vending viaggia intorno al milione di fatturato e raggiunge con i suoi servizi la provincia di Pordenone e parte di quella di Udine. «Il settore vending è un settore compresso come marginalità, richiede grossi investimenti e garantisce pochi margini. Pensiamo però che l’idea del servizio possa essere sviluppata in altri settori ed è quello che vogliamo fare», anticipa Polidori.
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