Fincantieri, siglato il primo integrativo per le controllate
Il contratto prevede maggiori tutele, coperture e permessi
per i mille dipendenti dei poli di elettronica e infrastrutture

Da una costellazione di imprese a un sistema integrato, funzionale agli obiettivi del gruppo. È stato firmato dalle direzioni aziendali di Fincantieri e dei due Poli, elettronico e infrastrutture, e dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, insieme alla Rsu e alle strutture territoriali, il primo contratto integrativo per i dipendenti delle società controllate dal gruppo triestino.
Si tratta di un bacino di aziende che raggruppa oltre mille lavoratori, rispetto ai quali non si erano mai avviate relazioni industriali così strutturate.
L’accordo sarà applicato alle società del Polo elettronico e dei prodotti digitali (Fincantieri Nextech, E-Phors, Issel Nord, Hms It, Ids, S.L.S) e a quelle del Polo infrastrutture (Fincantieri Infrastructure, Fincantieri Infrastructure e opere marittime, Finso e Sof) che, spiega una nota congiunta delle sigle sindacali, grazie all’intesa raggiunta «avranno maggiori tutele e diritti che miglioreranno le condizioni generali».
Tre di queste società – Ids, Fincantieri Infrastructure e Fincantieri Infrastructure e opere marittime – hanno sede a Trieste. L’accordo integrativo è stato siglato dopo mesi di trattativa e a valle della firma del primo protocollo di relazioni sindacali, avvenuta lo scorso dicembre, che impegnava le parti alla negoziazione di un accordo di secondo livello.
«In passato le società controllate erano considerate una costellazione di Fincantieri, ma non c’era un’idea ben chiara di come metterle a sistema, farle lavorare in sinergia e integrarle sulle attività di progettazione e produzione di Fincantieri. Era un insieme di società frutto di acquisizioni successive nel tempo, ma non c’era un’adeguata attenzione e un obiettivo preciso come c’è oggi, grazie al nuovo management e alla guida di Pierroberto Folgiero», spiega Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm responsabile della cantieristica navale.
«Ci siamo concentrati sulla creazione di un sistema di relazioni industriali che in passato non si era mai fatto. Il primo passo è stato costruire un accordo, per poi capire quali istituti introdurre sulla parte economica e sul welfare».
L’intesa prevede maggiori coperture sanitarie, coperture assicurative in caso di infortuni e invalidità, permessi per genitorialità, maternità e genitori anziani, tempi più lunghi di conservazione del posto di lavoro in caso di malattie. Sono già operativi il Fondo contrattuale Mètasalute, con la polizza MS2, e la polizza di secondo rischio che estende alcune prestazioni (alta specializzazione, accertamenti diagnostici, cure odontoiatriche anche per i figli fiscalmente a carico). Dal 1° luglio 2026 saranno riconosciute ulteriori prestazioni assistenziali relative a invalidità permanente per malattia, per infortuni extra professionali e long term care.
L’accordo riconosce ai 1.070 dipendenti dei due Poli – 387 lavoratori nelle infrastrutture e 683 nelle aziende tecnologiche – 10 ore di permesso all’anno per l’inserimento dei figli in asili nido e scuole materne, 16 ore per l’assistenza ai figli disabili, in aggiunta a quelle già previste dalla normativa, e 16 ore per l’assistenza a genitori over 75 in caso di ricovero o dimissioni da istituti di cura. Per i lavoratori affetti da gravi patologie, il periodo di comporto previsto dal Ccnl viene incrementato del 50%.
È, inoltre, istituito un premio di risultato che, nel triennio, raggiungerà un valore complessivo di 1.900 euro, comprensivo di una quota di 400 euro in welfare, e il consolidamento di 830 euro annui in busta paga per lavoratori già destinatari di precedenti premi di risultato. Per le segreterie di Fim, Fiom e Uilm si tratta di un risultato «importante e positivo», che dà avvio a «una fase nuova di contrattazione e di constante miglioramento delle condizioni di lavoro». In questo momento non si è discusso ancora della possibile introduzione anche nelle società controllate di nuove tecnologie, come i robot saldatori che verranno sperimentati nel cantiere di Sestri Ponenteper poi essere estesi a Monfalcone e Marghera. «Ma è chiaro che nei fatti si sta già lavorando e anche le società controllate saranno coinvolte nell’avanzamento tecnologico già annunciato con l’automazione e robotizzazione di alcune attività», conclude Gambardella.
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