Passaggio generazionale, Compass vince la prova
L’azienda con quartier generale a San Quirino, nel Pordenonese, è passata ai figli del fondatore Daniele Querinuzzi. Occupa una ventina di persone e ha chiuso i conti 2025 a 2 milioni e mezzo di ricavi. È stata selezionata per il padiglione Ice alla fiera Enlit Europe 2026 a Vienna

Forte di 36 anni di attività, di un team affiatato e in parte “storico” (tre dipendenti lavorano in azienda da oltre 30 anni, una da 34) e di una visione strategica che ha stimolato, nel tempo, costanti investimenti per mantenere la produzione all’avanguardia, la Compass di San Quirino di Pordenone, che si occupa di lavorazioni meccaniche di precisione, continua il suo percorso di crescita.
L’industria conta una ventina di dipendenti, vanta un fatturato superiore ai 2 milioni e mezzo di euro ed è stata nuovamente selezionata per la presenza nel padiglione Ice “Italian Excellence” a ENLIT Europe 2026, evento europeo dedicato alla transizione green, alla decarbonizzazione e alla digitalizzazione del settore energetico, in programma a Vienna dal 10 al 12 novembre.
Il riconoscimento corona un momento di particolare significato per Compass, che ha vissuto un passaggio generazionale grazie al quale i fratelli Federica e Luca Querinuzzi, figli del fondatore Daniele, e Dino Boscariol, uno dei dipendenti storici, hanno assunto le redini dell’impresa, determinati a guidarla in una nuova fase – pur nel solco della tradizione – e a puntare ulteriormente su innovazione, tecnologia e competenze. Grande attenzione viene riservata, in particolare, alla formazione (che coinvolge tutti i reparti, dal commerciale al produttivo) e alle politiche del lavoro, con un occhio di riguardo per il femminile.
«Le signore che lavorano con noi, essendo tutte mamme, sono in part time. Abbiamo programmato un’alternanza di orari, per conciliare le esigenze dell’impegno professionale con quelle della famiglia», spiega Federica Querinuzzi, che è socia dell’impresa, confermando il trend di sviluppo di Compass: «Operiamo al servizio di settori quali il medicale, l’ottico e la sicurezza, rispondendo alle specifiche richieste di ogni cliente. Non abbiamo un prodotto standardizzato, ma lavoriamo su disegni, particolari complessi, che ingegnerizziamo».
Un lavoro di grande sartorialità, fatto per piccoli lotti, dai 250 ai 1.000 pezzi, che al 60% finiscono sul mercato interno, al 40% su quelli esteri, presidiati ormai da una ventina di anni, «in particolare Svizzera, Germania e Austria», fa sapere ancora Querinuzzi, raccontando poi che nell’ultimo biennio è stato rinnovato l’impianto di aspirazione, per garantire agli operatori un ambiente di lavoro più salubre ed è stata acquistata una nuova macchina lavapezzi sottovuoto, a conferma dell’attenzione dell’azienda all’ambiente e a processi produttivi più efficienti.
Il reparto di fresatura, uno dei fiori all’occhiello dell’officina, è stato inoltre potenziato con un nuovo centro di lavoro a 5 assi, affiancato da software Cad/Cam evoluti, che permettono di valorizzare le capacità tecniche e produttive del reparto.
Compass ha poi agito sul fronte della digitalizzazione.
Da oltre 20 anni l’azienda pordenonese mantiene la certificazione ISO 9001 e da tre anni si fregia della ISO 14001, dedicata alla gestione ambientale.
Il prossimo obiettivo è proseguire verso la ISO 45001, incentrata sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro, completando progressivamente un sistema integrato nel segno della qualità.
I risultati economici, come detto, sono positivi e la continuità dei fatturati attesta la capacità di adeguarsi alle mutate esigenze del mercato.
«Siamo una piccola azienda artigiana, caratterizzata però da una capacità tecnologica e da una prospettiva che permettono di confrontarsi con mercati sempre più qualificati. A Vienna, nel padiglione Ice “Italian Excellence”, porteremo dunque il risultato di un percorso in cui tradizione, competenza tecnica, formazione e innovazione procedono insieme», conclude Querinuzzi.
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