Ovs in crescita, traina la donna. Si ferma l’offerta su Kasanova
Ricavi in aumento del 7% e Ebitda in salita a doppia cifra in un mercato difficile. Avanzano Les Copains e Goldenpoint. Stop all’operazione sui negozi di casalinghi

Ovs chiude l’esercizio 2025 in crescita, nonostante un contesto di mercato per l’abbigliamento che resta complesso. A trainare i risultati è soprattutto il segmento donna, mentre si concretizza il rilancio di Les Copains e di Goldenpoint, di cui il gruppo ha acquisito il 100% del capitale nel luglio dello scorso anno.
Diversa invece la decisione sul dossier Kasanova. Il consiglio di amministrazione riunitosi ieri ha deliberato di non confermare l’offerta: il periodo di esclusiva è scaduto proprio nella giornata di mercoledì e, non essendo state raggiunte le condizioni poste alla base dell’operazione, l’offerta è decaduta. Va ricordato che Kasanova è una società in cattive acque: al momento della trattativa era in composizione negoziata della crisi, e ora lo stop dell’operazione lascia presagire per la società difficoltà ancora maggiori. Un mese fa c’era stata una proroga della trattativa in esclusiva. Fra l’altro i manager di Kasanova, in un incontro con i sindacati risalente al 27 gennaio scorso, avevano sottolineato che un ricorso agli ammortizzatori sociali avrebbe compromesso la firma con Ovs. «I risultati dimostrano che, anche se il mercato non è brillante, stiamo facendo un ottimo lavoro», ha spiegato invece l’amministratore delegato Stefano Beraldo. «Abbiamo messo in campo molte iniziative nuove che stanno funzionando soprattutto nel mondo della donna, che è il vero decision maker del settore. Vestendo milioni di persone, riusciamo a osservare con grande attenzione la domanda di prodotti di pregio e qualità».
Secondo Beraldo, il rafforzamento dei marchi è stato decisivo: «Accanto alla strategia sui prodotti, il senso di appartenenza che solo una marca può dare fa sì che il cliente ci segua. Quando una cliente guarda un marchio come Piombo sa cosa aspettarsi. Oggi anche Les Copains parla un linguaggio più femminile, più accessibile, e completa molto bene l’offerta. Ovs diventa sempre più un contenitore di marchi, capace di attrarre anche una clientela che prima acquistava su fasce più alte».
Il segmento donna ha registrato una crescita vicina al 10%. «Non è una crescita trascinata dal mercato, ma il risultato di iniziative corrette che hanno funzionato», ha sottolineato Beraldo. «Il calo delle nascite è drastico e strutturale, per questo concentriamo ancora di più la strategia sulla donna, che rappresenta la quota più importante del mercato».
Contributo positivo anche da Goldenpoint. «Era un’azienda un po’ dimenticata dalle nuove generazioni, con un prodotto in parte invecchiato», ha spiegato il ceo. «Abbiamo acquisito il controllo a luglio 2025 e non siamo riusciti a intervenire su tutte le categorie, ma in tutte le aree dove abbiamo messo mano i risultati sono stati molto buoni, con crescite a doppia cifra. Goldenpoint ha chiuso con una crescita attorno al 10% e i negozi rinnovati hanno performato meglio degli altri». Buoni segnali anche dagli altri marchi del portafoglio. «Il lavoro che stiamo facendo ci permette di crescere anche in un mercato che premia solo chi ha competenze e strategia», ha concluso Beraldo. «Sta emergendo con chiarezza il valore del nostro posizionamento e del nostro gruppo, che potrebbe continuare a valutare nuove acquisizioni, come già avvenuto con Stefanel e Les Copains. Se arriveranno altre opportunità, le considereremo». Andando ai numeri il gruppo chiude con un incremento complessivo delle vendite intorno al 7%, che si attesta a circa il +3% sul perimetro omogeneo al netto di Goldenpoint. L’Ebitda dell’esercizio è stimato tra i 216 e i 218 milioni, in crescita di circa l’11%. La generazione di cassa registra infine un’accelerazione superiore al 20% rispetto all’esercizio precedente, trainata dall’aumento del margine e dalla positiva dinamica del capitale circolante.
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