Navi, porti, camion e acciaio. Cosulich: «I dividendi non ci servono, avanti con gli investimenti»
L’imprenditore racconta i prossimi passi dopo l’alleanza con Arcese: «Siderurgia in crescita»

L’ultima in ordine di tempo è Gta, società creata con la famiglia trentina Arcese nel campo della logistica per l’auto. Quello del gruppo Fratelli Cosulich è un percorso di continue alleanze ed acquisizioni, grazie alle quali la compagnia con sede a Trieste e braccio operativo a Genova cresce anno su anno, generando una fitta integrazione, partita dallo shipping e allargatasi a bunkeraggio, siderurgia e digitale. Oggi il gruppo conta 142 controllate e, in attesa del nuovo bilancio, vanta un fatturato 2024 da 2,12 miliardi, in crescita del +12,8%. «I risultati del 2025 sono molto simili», annuncia il presidente e ad Augusto Cosulich, «ma prevediamo un incremento importante nel 2026, perché abbiamo saputo cogliere opportunità in un anno di tensioni internazionali».
Parlare di Cosulich su queste pagine non significa rinverdire ancora una volta i fasti della casata di navigatori lussignani – protagonisti della marineria adriatica dell’Ottocento e poi della creazione dei cantieri navali di Monfalcone, della compagnia armatrice Lloyd triestino e delle assicurazioni Generali – ma puntare la lente su una realtà capace di affermarsi a livello internazionale, grazie a una politica di investimenti che sta differenziando le attività, mantenendole dentro un mosaico coerente.
Reggere le onde
Il biennio 2025-2026 è vissuto all’insegna del motto “Standing Over Waves”. «Per Fratelli Cosulich, significa mantenere una visione lunga, investire con responsabilità e trasformare l’incertezza in una direzione concreta», dice Cosulich. Dagli 1,48 miliardi di fatturato del 2018 nel 2024 il gruppo era salito, come detto, a 2,12 miliardi, l’Ebitda si era situato a 59,7 milioni, il risultato operativo a 34,2 milioni e l’utile netto a 20,6, con un patrimonio netto consolidato di 268 milioni. Crescita forte, ma margini contenuti, anche per effetto dei continui investimenti in navi e acquisizioni societarie, come indicano le immobilizzazioni materiali, cresciute da 184 a 260 milioni.
Con circa 2.500 dipendenti in 25 Paesi, il gruppo continua a muoversi lungo le direttrici impostate. Spiega Cosulich: «Abbiamo voglia di fare impresa e perseguiamo la diversificazione. Ci basiamo anzitutto sulla logistica, intesa come navi da carico, agenzia marittima, trasporto su gomma, magazzini e distribuzione. Poi c’è la compravendita di fuel nel settore Marine energy. E ancora la sezione yachting, con servizi di alto livello per la nautica, e l’area del digitale».
Mare per Cosulich vuol dire il tradizionale ruolo di agenzia marittima (privilegiati i rapporti con Cosco e Arkas), bunkeraggio, trasporto e logistica dell’acciaio. Le navi di proprietà sono 15, di cui 4 general cargo e 11 bettoline dislocate in maggioranza a Singapore. Il gruppo lavora su una nuova generazione di imbarcazioni dedicate alla fornitura di carburante per le altre navi. La Maya Cosulich è la prima bettolina al mondo alimentata a metanolo, nonché in grado di trasportare questo combustibile oltre a quello tradizionale. Quattro gemelle saranno consegnate nel corso di questo 2026: spesa complessiva da 100 milioni. Non mancano due unità per bunkeraggio di Lng, operanti per conto di Shell. «Siamo convinti di investire ancora», sottolinea Cosulich, «ma la transizione fatica per la mancanza di nuovi carburanti sul mercato: prima o poi però il settore decollerà e ci stiamo attrezzando».
La galassia
Attorno al mare il gruppo ha da tempo creato una solida piattaforma multiservizi. Risale al 2019 l’annuncio di una strategia di crescita per acquisizioni volta a integrazioni verticali e orizzontali. Nel 2022 le controllate costituivano il già ragguardevole numero di 104, ora sono quasi quaranta in più. L’ultima nata è Gta: «Una bellissima avventura con la famiglia Arcese. Grazie a Cosco offriamo il trasporto via nave di veicoli finiti, le attività di sbarco, la preparazione dei mezzi e il trasporto a destino via terra», commenta Cosulich.
Ma la lista va ben oltre. Nel 2022 la joint venture col gruppo Cattaruzza dà vita a C&C Transports per lo spostamento dell’acciaio su chiatte tra Monfalcone e San Giorgio di Nogaro. Lo stesso anno arrivano l’acquisizione della maggioranza di Gente di mare (formazione dei marittimi) e Mesco (spedizioni in Turchia), nonché l’acquisto di Monaco Yacht Partners e, l’anno dopo, di Adriatic Ship Supply (forniture per megayacht). Del 2024 l’acquisizione di Trasgo (logistica) tramite Coscos e la collaborazione con Autamarocchi per Al Steel Transport (logistica su gomma,. oggi detenuta al 100%). E ancora il 67% nella genovese Schiavetti Enzo (accessori per la nautica), il 100% della vicentina Ciscato (trasporto marittimo) e della veneziana Archimede Gruden (spedizioni), il 49% di Util Industries (taglio lamiere) e l’acquisizione di Quadri siderurgica (produzione industriale). Il 2025 è dedicato all’It: acquisto di Argenton (impianti satellitari) e 51% di Navimeteo Digital, che amplia le competenze del gruppo su meteorologia e sicurezza della navigazione.
L’acciaio e il Nord Adriatico
Risale infine ad aprile di quest’anno l’annuncio del percorso verso la quotazione al Nasdaq di Trasteel. Partecipata al 37% dal gruppo Cosulich, la società svizzera è attiva nel trading e nella trasformazione dell’acciaio, con 13 stabilimenti in sei Paesi e 1,5 miliardi di fatturato. La società è valutata 800 milioni di dollari e l’auspicio è di arrivare a una valorizzazione finale di 1,3 miliardi. In Friuli Venezia Giulia, Trasteel detiene Ispadue a Pordenone (tubi) e il laminatoio Officine Tecnosider a San Giorgio di Nogaro, ma ci sono anche Profilmec a Torino (tubi) e da pochi giorni il fitto di ramo d’azienda del laminatoio Liberty Magona di Piombino. «Trasformiamo 1,5 milioni di tonnellate d’acciaio», evidenzia Cosulich, spiegando che «se mai arriverà la quotazione, non servirà a distribuire dividendi: i nostri guadagni vanno sempre nel patrimonio netto, per essere forti finanziariamente sul mercato. La siderurgia è in crescita e vogliamo investire».
Partiti dalla navigazione adriatica e trasferiti a Genova davanti al declino postbellico di Trieste, con l’acciaio i Cosulich tornano a guardare all’Alto Adriatico e alla vocazione industriale che ha animato uno dei rami della famiglia. La siderurgia per il gruppo continua a essere anzitutto logistica, a cominciare dalle attività di trasporto che per anni sono state svolte da Mariupol a Monfalcone, dove le bramme degli impianti ucraini venivano trasferite alle fabbriche di San Giorgio. Da un certo punto in poi anche con l’utilizzo di chiatte, che ha tolto 39.000 camion all’anno dalla strada. Ora l’acciaio ucraino non c’è più, ma i rapporti con Metinvest sono solidi: Cosulich sarà il partner logistico del nuovo stabilimento di Piombino, in fase di realizzazione in cordata con Danieli.
Restando nel quadrante, Trieste «resterà per sempre la sede legale» e dunque il luogo dove la compagnia paga Ires e Irap. In città però non ci sono attività imprenditoriali di rilievo («Ci sono alcune opportunità ma non lo dico per scaramanzia», sorride Cosulich) e l’attenzione è concentrata piuttosto su Capodistria e Fiume, dove «abbiamo investito su aree vicino ai porti, costruendo magazzini, depositi contenitori e attività logistiche: in Slovenia e Croazia i costi dell’energia sono più bassi e ci sono grandi opportunità». A due anni fa risale la creazione della holding Fratelli Cosulich Adriatic, che raccoglie le attività delle società Tpg, Depolink, Arko e Assa.
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