Al Mido l’occhialeria che sfida i dazi: l’export 2025 negli Usa giù del 36%
Da sabato la grande esposizione di Milano. Berton: «Il nostro obiettivo è alzare il livello e guardare avanti»

Il crollo dell’export verso gli Stati Uniti, frutto del combinato disposto tra dazi e calo del dollaro, sono un banco di prova severo per il settore italiano dell’occhialeria, che conserva fondamentali solidi e si appresta a presentare le novità di mercato al Mido.
L’appuntamento è da sabato a lunedì presso Fieramilano Rho per la manifestazione di riferimento a livello europeo, osservatorio privilegiato sulle evoluzioni del settore, dai nuovi prodotti (a cominciare dagli smart glasses, destinati a uscire da una dimensione di nicchia) ai bisogni emergenti dal lato della domanda, che spingono i player del settore a puntare su materiali come i bio-acetati e il titanio leggero.
«I tre giorni della manifestazione hanno richiesto una preparazione di un intero anno», ha raccontato la presidente di Mido, Lorraine Berton, nel corso della presentazione avvenuta ieri a Milano. «Abbiamo curato ogni dettaglio per restare fedeli ai nostri obiettivi, che sono anticipare i tempi, aumentare il livello e guardare avanti». Alla presentazione di sabato alle 10.30 prenderanno parte – tra gli altri – il ministro delle Imprese Adolfo Urso, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e dell’omologo di Ice Matteo Zoppas.
Quanto ai numeri della manifestazione, sono in arrivo 1.200 espositori, 270 italiani e 930 stranieri provenienti da circa 50 Paesi. Sono poi attesi 40 mila visitatori e 400 giornalisti da tutto il mondo. Tra le novità, un rinnovamento completo della Fashion Square del Padiglione 1, lo spazio in cui i grandi player e le realtà emergenti fashion & luxury svelano le nuove collezioni e definiscono lo stile della stagione. Inoltre è previsto il nuovo premio Cse Corporate Award, destinato all’azienda espositrice più virtuosa in ambito Esg. Domenica 1° febbraio si svolgerà, invece, la cerimonia di premiazione dei Mido Awards, che celebrano l’eccellenza dell’eyewear.
Questa edizione cade in un periodo non certo semplice per l’occhialeria italiana. Il 2025 è stato un anno di riposizionamento degli equilibri commerciali globali, con ostacoli protezionistici che hanno spinto i produttori italiani a ripensare strategie di export e a cercare nuovi punti di equilibrio nei flussi internazionali, pur in un quadro in cui la crescita economica globale resta positiva seppur modesta.
In questo contesto, spiega un’analisi dell’associazione di settore Anfao, l’Italia ha confermato una buona capacità di tenuta del sistema manifatturiero. «Resta sostanzialmente confermata la capacità delle aziende di adattarsi a mercati in evoluzione e di preservare il valore della produzione testimonia la resilienza del sistema manifatturiero dell’occhialeria», si legge nel report.
La produzione dell’occhialeria italiana è rimasta sostanzialmente ferma, attestandosi a 5,64 miliardi, mentre si è registrata una leggera contrazione (-2%) delle aziende attive, 798. Sul fronte occupazionale, vi è stata una flessione del 4%, dovuta soprattutto alla mancata stabilizzazione dei contratti a termine. L’export, che assorbe sempre circa il 90% della produzione del settore, ha risentito in modo significativo dell’andamento negativo del mercato statunitense (-36% gli occhiali da sole rispetto al 2024 e -28% le montature).
Nella prima parte dell’anno, in previsione dell’introduzione delle misure tariffarie, vi è stato un accumulo degli acquisti da parte degli importatori, che hanno anticipato le forniture prima dell’entrata in vigore dei dazi. Successivamente, con l’effettiva applicazione delle misure e il conseguente aumento dell’incertezza sui costi e sulle condizioni di accesso al mercato, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti hanno mostrato un progressivo e marcato peggioramento.
Per il resto, vi è stata una tenuta dell’export verso il resto d’Europa, che si conferma ancora la prima area di riferimento per l’export, mentre gli emergenti hanno performato bene, con un’impennata del 20% verso la Cina. Nel preconsuntivo 2025 le esportazioni di montature, occhiali da sole e lenti, sono diminuite a valore del 3,9% sul 2024 attestandosi a poco più di 5 miliardi di euro. Un dato medio tra il -5,5% degli occhiali da sole e un -0,9% di montature.
«I primi sono il segmento più sensibile al sentiment del consumatore, poiché legati maggiormente alla sfera degli acquisti d’impulso e considerati non essenziali come possono esserlo, invece, gli occhiali da vista. Questo li rende più vulnerabili alle difficoltà economiche e ai cambiamenti nella spesa discrezionale», ha spiegato Berton.
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