Mevis punta sulle batterie: firmato l’accordo con la cinese ZZ Tech

La newco vicentina produrrà involucri per celle batteria da utilizzare nelle auto elettriche e nei data center

Arianna Salvatori
I protagonisti dell'intesa tra Mevis e Zz Tech
I protagonisti dell'intesa tra Mevis e Zz Tech

«Per molto tempo le imprese europee sono andate in Cina trasferendo know how. Ora succede il contrario: il know how che manca a noi, lo portiamo in Europa». Federico Visentin, Ceo di Mevis, usa queste parole per esprimere l’unicità della joint venture con la cinese ZZTech. Si tratta della prima in Europa nell’ambito delle celle batteria, dove tra cinesi ed europei esiste ancora un importante gap di competenze.

L’accordo, sottoscritto lo scorso 31 agosto, porterà entro l’inizio del 2027 alla creazione di una newco, partecipata al 51% da Mevis e al 49% dal partner cinese. La governance, tuttavia, rimarrà sotto il controllo di Mevis: «Avremo la possibilità di nominare il Ceo e le prime linee manageriali, mentre naturalmente il business plan e le principali scelte strategiche saranno condivisi», spiega Visentin. Nello specifico, la joint venture produrrà gli involucri delle celle batteria e i relativi coperchi, che poi saranno venduti principalmente alle gigafactory: sono queste infatti che inseriscono nell’involucro i materiali che determinano le caratteristiche della batteria, come capacità di accumulo e durata.

L’idea di Mevis, specializzata in produzione di componenti metallici di precisione, di trovare un partner per specializzarsi in questo settore, viene da lontano. «Nel 2018, quando i numeri dell’auto hanno iniziato a calare noi avevamo circa il 75% del fatturato legato all’automotive», racconta il Ceo dell’azienda, che ad oggi conta otto impianti produttivi e 200 milioni di fatturato. «Allora abbiamo capito che la strategia doveva essere diversificare». Una volta deciso di puntare sulle celle batteria, «abbiamo scelto di entrare in questo mercato con una joint venture perché abbiamo avuto l’umiltà di riconoscere che quel know how non lo possedevamo». Tra tutti i player cinesi specializzati, è stata scelta ZZ Tech, azienda nata nel 2016 che nel giro di pochi anni ha raggiunto circa 190 milioni di euro di fatturato e oltre 170 brevetti registrati.

I mercati applicativi delle celle batteria oggi sono sostanzialmente due. «Da una parte ci sono i Bev, i battery electric vehicles, quindi la mobilità elettrica, ma anche ibrida», spiega Visentin. «Dall’altra ci sono i Bess, i sistemi di accumulo energetico. È un mercato che sta crescendo molto in Europa, trainato dai campi fotovoltaici e, in misura diversa, dagli impianti eolici». Ma rimanendo sempre in campo Bess, a crescere con una velocità clamorosa oggi è il mondo dei data center: «Nel settore elettrotecnico stiamo già registrando una crescita del 37% legata a queste infrastrutture».

Federico Visentin, si aspetta che la creazione della joint venture avrà un effetto traino anche sul resto della produzione. «Negli ultimi anni non riusciamo più a generare i tassi di crescita organica ai quali eravamo abituati», racconta. «Oggi la passenger car rappresenta circa il 37% del fatturato, mentre nel 2019 pesava circa il 75%».

Solo nella prima fase, è probabile che ci saranno più di cento assunzioni. «La parte di sviluppo, commerciale, qualità e ingegneria sarà concentrata in Italia, nel quartier generale di Rosà», chiarisce il Ceo di Mevis. «La produzione sarà invece localizzata in Slovacchia, dove Mevis possiede già uno stabilimento con oltre 300 persone. Accanto al nostro impianto abbiamo già acquistato un nuovo stabilimento di circa 7 mila metri quadrati, che ospiterà le prime due linee produttive». La scelta geografica non è casuale. Infatti, la Slovacchia è un polo importante di produzione di batterie in Europa.

«Ci aspettiamo una vera operatività produttiva tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028», conclude Visentin. «E nel lungo termine, l’obiettivo è quello di localizzare progressivamente in Europa anche la supply chain. Molti componenti, a partire dall’alluminio, devono rispettare specifiche molto precise. L’intenzione condivisa dai due partner è quella di costruire una catena di fornitura europea».

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