Manodopera introvabile, le imprese perdono 1,5 miliardi di valore aggiunto
"Se il problema del disequilibrio tra domanda e offerta è diventato ormai strutturale, come viene evidenziato dai dati - denuncia il presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto - le aziende non vanno lasciate sole”

Quasi un miliardo e mezzo: a tanto ammonta la perdita in termini di minor valore aggiunto delle imprese venete nel 2023 a causa della carenza di competenze coerenti con i fabbisogni d'impresa. Non si trovano lavoratori, questo è il punto, nonostante la domanda ci sia.
Di mismatch Confartigianato Imprese Veneto è stanca di sentir parlare. Perché non è solo questione di carenza di competenze e di lavoratori specializzati, di adeguatezza salariale, di giovani che cercano altre occupazioni, meno usuranti e con orari flessibili.
"Se il problema del disequilibrio tra domanda e offerta è diventato ormai strutturale, come viene evidenziato dai dati - denuncia il presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto - le aziende non vanno lasciate sole. Le micro e piccole imprese del nostro comparto, pur nella difficoltà, stanno offrendo una retribuzione più alta rispetto a quella nazionale, nuove forme di organizzazione del lavoro capaci di rispondere alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, un sistema di welfare contrattuale incardinato sulla bilateralità a cui si aggiungono sempre più frequentemente anche piani di welfare aziendale, che costituiscono un fattore di crescita e sviluppo del settore con evidenti benefici in termini di fidelizzazione dei lavoratori".
Il nostro sistema di welfare contrattuale, peraltro, rileva Boschetto, "continua ad essere penalizzato: ad oggi, infatti, si assiste ancora ad un trattamento differenziato tra il welfare aziendale ed il welfare contrattuale. Se le prestazioni di welfare contrattuale erogate ai lavoratori fossero detassate al pari di quelle erogate nell'ambito dei piani di welfare aziendale, potremo mettere nelle tasche dei lavoratori dell'artigianato veneto ingenti risorse aggiuntive.
Si tratta, secondo noi, di un ingiusto trattamento e per questo sono già stati presentati più volte da Confartigianato vari emendamenti ai decreti presentati in Parlamento, con l'intento di garantire ai lavoratori che usufruiscono delle prestazioni della bilateralità lo stesso trattamento applicato al welfare aziendale. Ci auguriamo che il Governo finalmente ascolti le nostre istanze". I dati si presentano con un'evidenza sconcertante: a fronte di 43.770 assunzioni previste solo nel mese di luglio scorso, di cui 26.040 nelle micro e medie imprese, ben 23.329 lavoratori sono risultati di difficile reperimento.
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