Mabi International (Chanel): record di ricavi a 213 milioni
L’azienda con quartier generale a San Daniele ha chiuso il 2025 con 51,9 milioni di utile netto in crescita del 21%. Anche il patrimonio è aumentato, nonostante 45 milioni di dividendi. L’anno scorso la società, fondata dall’imprenditore Mario Biasutti, ha incorporato le controllate padovana e fiorentina

Mabi International torna a correre e nel 2025 mette a segno un nuovo record di ricavi, raggiungendo quota 213,3 milioni di euro, il 20,1% in più rispetto ai 177,7 milioni del 2024.
La società friulana, oggi interamente di proprietà di Chanel, mette così a segno un rimbalzo significativo dopo la frenata dell’esercizio precedente, che porta a oltre il 155% la crescita realizzata nell’arco di cinque anni: nel 2020 il fatturato consolidato era di 83,5 milioni.
L’azienda, con quartier generale a San Daniele, una mosca bianca nel mezzo dell’area dei prosciuttifici, è specializzata nella produzione di borse e articoli di pelletteria di alta gamma per le grandi maison internazionali della moda.
Dallo stabilimento friulano, negli anni, sono passate quasi tutte, riconoscendo l’altissima qualità della produzione.
Oggi l’azienda conta tre sedi operative e segue l’intero processo produttivo, dallo sviluppo del modello alla prototipazione fino al taglio, all’assemblaggio, alle rifiniture e al controllo qualità.
Il bilancio fotografa anche il nuovo assetto societario.
Nel corso del 2025, infatti, Mabi International ha incorporato le tre società controllate: la Mabipell di Albignasego (Padova), la Mabifir di Scandicci (Firenze) e la Blupell di San Daniele del Friuli. L’operazione è stata perfezionata il 26 giugno, con effetti contabili e fiscali retrodatati al primo gennaio.
La crescita non riguarda per altro il solo fatturato. Il valore della produzione nel 2025 è salito a 223 milioni dai 179,6 milioni dell’anno precedente, mentre la differenza tra valore e costi della produzione è passata da 55,6 a 71,9 milioni.
L’utile netto ha raggiunto i 51,9 milioni contro i 42,9 milioni del 2024, con un incremento di quasi il 21%.
A rafforzarsi è stato anche il patrimonio, che a fine esercizio ammontava a 74,7 milioni contro i 65,3 milioni dell’anno precedente.
Un risultato arrivato nonostante la distribuzione di 45 milioni di dividendi.
La liquidità si è ridotta, passando da 14,4 a 10,6 milioni, ma il debito bancario è rimasto praticamente nullo, con appena 14 mila euro a fine anno.
Dietro i numeri c’è una storia industriale che affonda le radici nel 1979, quando l’imprenditore Mario Biasutti avviò l’impresa, producendo dapprima per il marchio proprietario Andrea Mabiani, poi per le grandi aziende del lusso, con numerose maison che negli anni hanno affidato alla società friulana la realizzazione delle loro borse, oggetti del desideri per le donne di tutto il mondo.
Mabi ne produce oltre 120 mila l’anno più 300 mila articoli di piccola pelletteria.
Merito di impianti altamente tecnologici ma ancor più della quota di altissima artigianalità garantita dai 300 collaboratori.
Ad apprezzarne il lavoro, negli anni, è stata anche Chanel, storico cliente di Mabi di cui recentemente è divenuta proprietaria.
Nel 2019 infatti la maison francese è entrata nel capitale sociale dell’impresa sandanielese con il 40%, per poi rilevare nell’ottobre 2023 il restante 60%.
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