Lidl spinge sulla crescita, nominato il nuovo Ceo. In Italia 800 punti vendita

Il manager svizzero Martin Brandenburger prende il posto di Massimiliano Silvestri, passato alla concorrente Aldi Italia

Nicola Brillo

Cambio al vertice per Lidl Italia: Martin Brandenburger, manager svizzero, è il nuovo chief executive officer. E' diventata operativa la scelta operata dal gruppo tedesco, che in Italia è tra leader nella grande distribuzione organizzata con oltre 23mila dipendenti.

Al nuovo amministratore delegato spetta il compito di imprimere un'accelerazione allo sviluppo dell’insegna del Gruppo Schwarz, che ha da poco festeggiato il traguardo degli 800 punti vendita nel nostro Paese. Il fatturato 2024, ultimo dato disponibile, è stato pari a 7,5 miliardi (l'anno fiscale chiude a febbraio, e i dati del 2025 saranno disponibili tra qualche mese).

«Questa azienda ha costruito una storia straordinaria, ma il nostro obiettivo oggi è scrivere un nuovo capitolo, ancora più ambizioso – dichiara Martin Brandenburger, nuovo ceo di Lidl Italia -. Non ci limiteremo a gestire il presente: vogliamo accelerare il nostro percorso di innovazione per definire i nuovi standard della distribuzione in Italia. La nostra sfida sarà quella di evolvere il modello di business ponendo al centro le persone, la sostenibilità e la valorizzazione del Made in Italy, che porteremo con ancora più forza sui mercati internazionali».

Brandenburger sostituisce Massimiliano Silvestri, che nei mesi scorsi aveva lasciato l'azienda dopo 24 anni per andare a guidare la concorrente Aldi Italia. Il manager svizzero ha ricoperto per 4 anni il ruolo di ceo di Lidl Grecia e Lidl Cipro e vanta una carriera di 18 anni nel gruppo, dove ha ricoperto diverse posizioni in vari Paesi europei, tra cui Croazia, Svizzera, Italia e Malta, oltre ad aver consolidato le sue competenze in ambito logistico presso la casa madre.

Lidl sbarca in Italia nel 1992 e oggi ha una quota di mercato pari al 6%. La rete vendita, che è supportata da 12 hub logistici, si avvale di una filiera integrata nel territorio, con un contributo al Pil dello 0,4% e un indotto di circa 100 mila posti di lavoro. L'insegna tedesca ha già impiegato in Italia oltre 2 miliardi negli ultimi cinque anni per l'espansione di nuovi punti vendita, centri logistici e il rinnovamento degli edifici esistenti. Nel prossimo triennio prevede di destinare ulteriori 1,5 miliardi all'apertura di 150 store.

Entro il 2030 l'azienda vuole raggiungere l'obiettivo strategico delle 1.000 filiali in tutta Italia. L’offerta a scaffale si compone di oltre 3.500 referenze selezionate, di cui oltre l’80% prodotte in Italia e a marchio proprio, per garantire al cliente il miglior rapporto qualità-prezzo. Lidl è presente nel mondo in 31 Paesi con una rete di oltre 12.350 punti vendita e più di 375.000 dipendenti.

La riorganizzazione al vertice di Lidl Italia riguarda anche il passaggio di Sebastiano Sacilotto, attuale Chief People Officer, a Chief Operations Officer, ruolo precedentemente ricoperto da Roberto Eretta che, in un’ottica di sviluppo professionale, andrà a svolgere la stessa funzione presso Lidl Gran Bretagna.

Marco Monego subentra come nuovo Chief People Officer, carica sinora ricoperta in Lidl Germania. Infine, il ruolo di Chief Merchandising Officer viene affidato a Maria Lovecchio. Nei giorni scorsi Lidl Italia ha sottoscritto il rinnovo del contratto integrativo aziendale con le organizzazioni sindacali. L’accordo prevede interventi su potere d’acquisto, stabilità contrattuale e conciliazione vita-lavoro, con un investimento complessivo dichiarato superiore a 65 milioni annui. 

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