Lattebusche archivia un anno record, ma adesso teme l’eccesso di offerta
Il fatturato nel 2025 ha superato i 164 milioni di euro (+5,9% sul 2024), con una resa del latte di 73,19 euro a ettolitro

Lattebusche da record nel 2025, ma lo scenario, negli ultimi mesi, è drasticamente cambiato. Il fatturato dello scorso anno ha superato i 164 milioni di euro (+5.9% sul 2024), con una resa del latte di 73,19 euro per ettolitro conferito dai soci. Vette mai raggiunte prima, ma in un orizzonte di burrasca.
Così venerdì scorso a Feltre l'assemblea dei soci, la prima a tre voci di questa cooperativa ultrasettantenne, ha avuto modo di festeggiare i risultati di bilancio, ma anche di valutare attentamente i tempestosi scenari futuri. Assemblea molto partecipata, a tre voci, si diceva, perché il presidente Modesto De Cet e l'ex direttore generale Antonio Francesco Bortoli hanno illustrato i numeri 2025, mentre al neo direttore generale Michele Miotto è toccato il compito non solo di presentarsi alla platea, ma anche di tratteggiare le future mosse di Lattebusche.
Per Bortoli, poi, è stato anche il momento per raccogliere gli applausi per una carriera tutta dentro alla cooperativa, con una direzione lunga ben 52 anni. Tanto che nelle sue vene scorre ormai il latte di Lattebusche», come ha sottolineato De Cet, prima di annunciare inoltre che il rapporto di collaborazione di Bortoli continuerà con una consulenza che possa garantire di mettere al servizio dell'azienda tutta la sua esperienza.
E veniamo ai record, sottolineati sinteticamente in apertura da De Cet. «Davvero una remunerazione importante quella di 73,19 euro per ettolitro conferito – ha esordito il presidente - in un anno che ha visto una buona tenuta di volumi ed un'ottima valorizzazione del latte, trainata dalle due principali Dop Parmigiano Reggiano e Grana Padano, con quest'ultimo che adesso segna un prezzo medio di 10,70 euro al chilo nella stagionatura di 10 mesi».
De Cet ha anche evidenziato che «la nostra rete vendita, sotto la guida attenta della direzione generale, ha valorizzato al meglio tutti i nostri prodotti, e soprattutto quelli a marchio Lattebusche, nell'equilibrio non sempre facile di difendere i volumi e massimizzare i margini. Sono proprio questi nostri prodotti che ci distinguono dai competitor, che parlano di noi e che ci raccontano, rimanendo un sicuro punto di forza per la nostra cooperativa. Così come l'operato di tutte le forze produttive che hanno trasformato il nostro latte di indiscutibile qualità».
Sui numeri 2025 ha poi preso la parola Antonio Bortoli, evidenziando il record di fatturato, che supera di slancio i 164 milioni di euro (+5,9%). «I prodotti finiti salgono a 148 milioni con una crescita del 6,7%; 58 milioni derivano dal grana che cresce del 7,7%».
Buono l'andamento nella grande distribuzione, un po' meno nel normal trade, buono nell'Horeca, un po' meno per i grossisti. «La rete vendita, che serve varie insegne in tutta l'Italia, partecipa al fatturato con 73,1 milioni di euro, con la presenza dei nostri prodotti in 60 gruppi, 16.000 punti vendita, 3.100 serviti normalmente con freschi e freschissimi. Il fatturato che apporta Granterre, a cui viene affidato per la commercializzazione tutto il Grana Padano, cresce del 6%, a 56,8 milioni di euro; la rete dei Bar Bianco, che sono 10, ha incassato 15,6 milioni di euro (+12%). L'ultimo, quello di Longarone, non ha potuto beneficiare del transito per le Olimpiadi, che si è rallentato invece in quel periodo, ma è comunque riuscito in tre mesi a fare un fatturato di 400 mila euro».
Insomma Lattebusche gode ottima salute: sono 273 produttori soci; 1.386.000 gli ettolitri di latte entrato; 164 i milioni il fatturato; 22,2 i milioni del patrimonio netto, tutto frutto di versamenti e accantonamenti; sei i siti produttivi, importante garanzia di diversificazione oltre che presidio del territorio; dieci i punti vendita di proprietà per una presa diretta sul consumatore, che hanno fatturato un milione in più del 2024. Una corazzata pronta ad affrontare non un semplice temporale passeggero, ma una vera tempesta, con il possibile ridimensionamento di tutti i valori di settore, a causa di una sovrabbondante offerta di latte, a parità di domanda, sia in Italia che all'estero.
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