Calano le nuove partite Iva in Fvg, tra le persone fisiche il 25% è straniero
L’indagine Ires su dati Mef rileva la tenuta delle aperture effettuate dalle donne (+3,2% nel 2025) e dagli under 35 (+0,3%)

Friuli Venezia Giulia in controtendenza, seppur di poco, rispetto alla media nazionale sul fronte delle nuove partita Iva: il 2025 si è chiuso in calo dell’1,5% rispetto all’anno precedente, con 8.134 aperture, 120 in meno del 2024, mentre a livello italiano si parla di un piccolo incremento dello 0,4%, con la Sicilia che guida la graduatoria con un +11,5%.
Il dato friulano più negativo è quello della provincia di Udine, che segna un -4,9%, con una contrazione di 179 unità. Pordenone si mantiene in linea col 2024, mentre sono positivi i dati di Gorizia (+4,7%) e Trieste (+1,8%). Ad aumentare sono soltanto le aperture di società di capitali, che segnano un +5,7%: la diminuzione riguarda, infatti, tutte le forme giuridiche, fatta salva questa eccezione.
Particolarmente marcata è la flessione che interessa le società di persone (-22,6%) e anche le persone fisiche presentano una contrazione (con una riduzione di 101 unità, pari a -1,6%). Queste ultime comprendono sia le ditte individuali sia i lavoratori autonomi, inclusi i liberi professionisti, e costituiscono il 76% del totale. Per quanto concerne le persone fisiche, le donne fanno da traino per la crescita dei numeri: si registra un incremento delle aperture di partite Iva al femminile del 3,2%. La contrazione interessa, quindi, esclusivamente gli uomini, con un -4,6%. La dinamica negativa, inoltre, riguarda soltanto le persone tra 36 e 50 anni (meno 8,6%), mentre risultano in crescita le aperture degli over 50, in linea con le dinamiche demografiche.
Negli ultimi anni, tra l’altro, la quota di aperture effettuate da under 35 è tornata a crescere dopo il calo del periodo 2015-2016, superando il 50% del totale nel 2025. Questo andamento è stato favorito dalla possibilità di aderire al regime forfettario che, a livello nazionale, interessa quasi la metà delle nuove aperture. Sempre nell’ambito delle sole persone fisiche, si può osservare che un quarto delle nuove partite Iva è stato avviato da un soggetto nato all’estero (1.546 su 6.178), in prevalenza in un Paese europeo non comunitario (504 aperture, 79 in meno rispetto al 2024). Tra le diverse provenienze, si rileva che aumentano soltanto le aperture effettuate da persone nate nel continente americano (8,5%, pari a un incremento di 15 unità).
Guardando ai settori, quello delle attività professionali scientifiche e tecniche si conferma il mondo in cui più frequentemente prendono avvio i percorsi di lavoro autonomo o imprenditoriale (1.540 nel 2025 in regione, pari a quasi un quinto del totale). Un comparto che comprende sia le libere professioni (notai, avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, per fare alcuni esempi) sia quelle attività non regolamentate da ordini professionali (pubbliche relazioni e comunicazione, consulenza gestionale, collaudi e analisi tecniche, pubblicità e ricerche di mercato, per citarne alcune). Rispetto al 2024 si rileva una contrazione nelle costruzioni, con un -15,6%, con ogni probabilità connessa al ridimensionamento degli incentivi fiscali degli anni precedenti. Anche l’agricoltura presenta una netta flessione (-16,5%), proseguendo una tendenza negativa iniziata nel 2022 (-32,2% in un solo anno), toccando il valore minimo a oggi dal 2011, quando erano più del doppio. Nel triennio 2023-2025, si può notare il numero elevato di aperture di nuove partite Iva nell’ambito dell’istruzione, sempre sopra le 300 unità.
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