Ascopiave, la lista di Asco Holding. La crisi leghista apre la strada a Faè
Dopo settimane di tensioni e cali in Borsa, il manager vicino a Forza Italia favorito per la guida operativa della utility

«Parturient montes, nascetur mus», scriveva Orazio. Una citazione che sembra adattarsi alla vicenda che nelle ultime settimane ha agitato il sistema dei comuni soci di Asco Holding, la società partecipata da 78 amministrazioni locali che controlla il 52,62% di Ascopiave, uno dei principali operatori italiani della distribuzione del gas.
Dopo settimane di tensioni, dove per altro i Comuni Soci hanno dovuto richiedere una assemblea, come prevista dallo Statuto inizialmente negata, riunioni convulse e timori sul futuro della governance della quotata, venerdì in tarda serata Asco Holding ha reso noti i nomi della lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale di Ascopiave. Il punto politicamente più interessante è che, dopo settimane di tensioni alimentate nell’area della Lega, la gestione operativa della società dovrebbe finire nelle mani di un manager di area Forza Italia.
La holding pubblica ha presentato una lista composta da sei nominativi per il nuovo Consiglio di amministrazione: Luisa Vecchiato, Giovanni Zoppas – candidato presidente; Federica Monti Stefano Faè, Alessandra Gazzola, Matteo Conoscitore. Per il collegio sindacale sono invece indicati: Luca Biancolin, Annalisa Signor e Paolo Papparotto.
Si tratta di una composizione che riflette diversi equilibri territoriali e politici. Luisa Vecchiato, commercialista, è anche la moglie dell’ex presidente della Provincia di Treviso Luciano Dussin. Stefano Faè è l’attuale presidente di Savno, la società pubblica che gestisce il ciclo dei rifiuti nell’area del Coneglianese. Federica Monti è una commercialista bellunese indicata da molti come vicina all’ex assessore regionale Gianpaolo Manzato. Giovanni Zoppas, manager vittoriese con un lungo curriculum internazionale, è considerato vicino all’imprenditore Toni Da Re e al vertice di Ascopiave era destinato da anni. Costretto poi a declinare per motivi personali il suo posto lo prese l'ad di Nicola Cecconato, che poi è rimasto con il doppio ruolo in questi quasi dieci anni. Matteo Conoscitore è stato mandatario elettorale del consigliere regionale Borgia. Alessandra Gazzola è commercialista e collega di studio dell’ex sindaco di Treviso Giovanni Manildo.
La vera partita, però, si gioca sull’amministratore delegato. La nomina formale spetterà al nuovo CdA, ma tutto lascia pensare che la scelta cadrà su Stefano Faè. Il manager conosce bene il gruppo: per nove anni, dal 2014 al 2023, è stato presidente e amministratore delegato di Asco TLC, la società di telecomunicazioni controllata da Ascopiave. È inoltre socio fondatore di Monitor Consulting. La sua eventuale nomina rappresenterebbe però un passaggio politicamente singolare: Faè è considerato vicino al sindaco di Conegliano Fabio Chies e politicamente collocato nell’area di Forza Italia. Ed è qui che emerge il paradosso della vicenda. La crisi che ha scosso il sistema dei soci pubblici è stata di fatto innescata dal segretario provinciale della Lega, Dimitri Coin. Per settimane si è assistito ad una dialettica accesa attorno alla governance della società. Al punto che alcuni sindaci dei Comuni hanno ricordato ad Asco Holding che il ruolo dell'assemblea dei Soci è quello di dare orientamento e indirizzo anche in aspetti significativi come la governance. Materia che per altro rientrava nel tentativo, poi temporaneamente revocato, di portare in assemblea una modifica dello statuto di Ascopiave che, tra le altre cose, avrebbe ridotto il peso del presidente e ridefinito gli equilibri interni al consiglio. La tensione era salita rapidamente. Il titolo ha registrato un calo importante in Borsa, dopo il declassamento del rating da parte di alcuni advisor e i timori espressi sull'esecuzione del piano con un cambio radicale della guida della quotata. La Consob era intervenuta chiedendo chiarimenti ad Ascopiave stessa, applicando l'art. 115 del Tuf richiedendo informazioni aggiuntive.
Tutto questo movimento aveva un obiettivo evidente: arrivare alla sostituzione diCecconato, che non è però un manager esterno catapultato in quel ruolo da chissà quale forza esterna. È stato scelto proprio da Asco Holding e sotto la sua guida la società ha completato la trasformazione del proprio modello di business. Cecconato avrebbe dato la disponibilità ad accompagnare una transizione ordinata verso il nuovo vertice, ma certamente così depotenziato, appare sempre più probabile che, una volta concluso il mandato, abbia tutta l'intenzione di dedicarsi ad altri progetti.
Resta però la sensazione che, dopo tanto rumore e dopo un braccio di ferro che ha coinvolto mercati, advisor e autorità di vigilanza, il risultato finale abbia prodotto un esito politicamente singolare: una crisi aperta nell’orbita della Lega (di cui per altro Cecconato era espressione) consegna la guida operativa della principale utility territoriale a un manager di Forza Italia, mentre sullo sfondo resta l'appetibilità di Ascopiave per grandi gruppi .
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