La veronese Edulife aiuta i giovani cinesi di Zhejiang ad arrivare al diploma

La società da 5 milioni di ricavi, fondata 25 anni fa da Antonello Vedovato, Pier Paolo Benedetti, Enrico Olioso e Francesco Trecate, è presente in Cina da diversi anni e oggi è riconosciuta come un polo di sviluppo

Edoardo Bus

C’è un’azienda veronese che insegna ai cinesi a studiare. In Cina sanno farlo benissimo, ma la società è talmente competitiva che rischia di lasciare indietro gli studenti che non riescono a tenere il passo. Edulife, con i suoi metodi educativi “alla occidentale”, dimostra di saper recuperare questi giovani, individuandone il potenziale e conducendoli al diploma e poi all’ottenimento di un lavoro.

Edulife, società da 5 milioni di ricavi fondata 25 anni fa da Antonello Vedovato, Pier Paolo Benedetti, Enrico Olioso e Francesco Trecate, è presente in Cina da diversi anni e oggi è riconosciuta come un polo di sviluppo.

«Edulife Cina – racconta Vedovato – è stata fondata all’interno della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università di Zhejiang, e si dedica a servizi di formazione professionale, promuovendo l’innovazione nei processi di apprendimento e favorendo la collaborazione con le imprese. Offriamo formazione di alta qualità, con attenzione allo sviluppo personale degli studenti. La missione è formare talenti tecnici a tutto tondo».

Zhejiang è una provincia costiera della Cina, la cui capitale è Hangzhou, uno dei centri economici più importanti. Marco Polo ne fu governatore per tre anni e qui, oggi, hanno sede società famose come Alibaba e DeepSeek. È la Silicon Valley cinese, seconda provincia al mondo per brevetti nel campo dell’intelligenza artificiale. Grazie ad una ricerca comparata tra la pedagogia italiana e quella cinese - preparata con sette Università tra cui Verona, Padova e Venezia - Edulife ha cominciato qui la sua avventura, e a breve aprirà una seconda sede vicino al confine con la Corea.

«Il primo che ci diede fiducia – dice Vedovato – fu Sergio Marchionne della Fiat, che finanziò un primo laboratorio nel settore automotive». Oggi Edulife Cina è un riferimento nazionale, una cittadella con ottomila studenti residenti, finanziata anche dal governo locale, oltre che da aziende italiane come Stellantis, Cnh, Iveco, Brembo e Zoppas. Ma c’è attenzione anche da parte di aziende e famiglie cinesi, dove è sempre più problematico il rapporto tra studio e offerta di lavoro.

«Nel Paese ci sono 12 milioni di laureati l’anno – rivela Vedovato – ma solo 2 milioni ottengono un impiego coerente con gli studi fatti. Inoltre, è drammatico il calo demografico, che fa aumentare le aspettative delle famiglie sul lavoro dei figli».

Edulife non è solo in Cina, ma anche in Ecuador, Guatemala, Brasile e da anni aiuta le aziende italiane ad affrontare il cambiamento, progettando e sviluppando percorsi orientati alla crescita delle persone.

Nel 2022 è diventata società benefit, poi BCorp e infine, nel 2025, impresa sociale, grazie al “ciclo del valore”, ovvero accoglienza e ascolto, educazione alla scelta, promozione umana e professionale. Un gruppo che ha formato più di mezzo milione di persone e avviato anche “311”, hub di accelerazione digitale, e “Go to world”, Consorzio che fornisce supporto per lo sviluppo di attività all’estero.

Vedovato ha anche avviato il concorso nazionale di cybersecurity tra gli Istituti Tecnici Superiori, insieme alla Fondazione Volpato. La seconda edizione degli Its Cyber Game si è appena conclusa a Padova, ed ha visto la partecipazione dei migliori 200 ragazzi, che hanno compreso come proteggere i dati sia il primo passo per gestirli e valorizzarli.

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