Bcc Pordenonese e Monsile, verso il polo unico: l’assemblea dà il via libera al "matrimonio"
Oltre 1.800 soci alla Fiera di Pordenone per il bilancio record da 38 milioni e il saluto al progetto di fusione con la Bcc Banca di Udine. Il presidente Sirch cita Manzoni: «Rallentamenti superati, siamo pronti a costruire insieme». Il Ministro Ciriani e le categorie economiche promuovono l'asse friulano-veneto

«Dopo un lungo dibattere e cercare insieme, conclusero che i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore». Cita Manzoni, dal finale de’ I Promessi Sposi, il presidente di Bcc Banca di Udine, Lorenzo Sirch, per salutare l’avvio dell’interlocuzione con la Bcc Pordenonese e Monsile in vista di una futura, possibile fusione tra le due banche di credito cooperativo. Ottenuto il via libera preliminare della capogruppo Iccrea, l’operazione è stata uno dei temi forti dell’assemblea dei soci della Bcc friulano-veneta, riunita ieri alla Fiera di Pordenone, con ben 1.800 soci presenti.
Pur non figurando all’ordine del giorno, la “promessa di matrimonio” l’ha fatta da padrona durante la pausa caffé, tra un intervento e l’altro, quindi sul palco, dove il presidente Sirch, a Pordenone insieme ai vertici dell’istituto udinese, ha confermato pubblicamente la volontà di procedere: «Ci sentiamo sempre più di casa qui da voi – ha esordito rivolgendosi alla base sociale e ai vertici della banca, al presidente Loris Paolo Rambaldini e al dg Gianfranco Pilosio –: vi accogliamo a Udine con lo stesso entusiasmo e voglia di costruire». «Questioni esterne hanno complicato il percorso e creato qualche ritardo e preoccupazione – ha svelato con un pizzico di amarezza Sirch –, ma non ci hanno fermato. Anzi, i rallentamenti hanno rafforzato la determinazione a portare avanti l’operazione».
Un progetto accolto positivamente, come certificato dagli interventi di diversi attori sia istituzionali che economici. A partire dal ministro per le Relazioni con il Parlamento, Luca Ciriani: «La prospettiva di una fusione tra le Bcc di Pordenone e Monsile e Udine mi fa piacere perché rafforza il sistema del credito locale e regionale a cavallo tra Veneto e Friuli».
Dello stesso tenore l’intervento del sindaco di Monastier, Paola Moro, che ha espresso parole di apprezzamento per l’ipotesi di fusione, raccomandando al futuro soggetto di confermare e rafforzare il presidio del territorio.
«Gli allargamenti generano sempre un po’ di timore, in particolare rispetto alla possibilità che la banca perda il suo attaccamento alla base. Un rischio che mi sento di escludere conoscendo sia professionalmente che personalmente chi guida i due istituti» ha assicurato Fabio Dubolino, presidente di Confcoooperative Pordenone.
Michelangelo Agrusti, numero uno di Confindustria Alto Adriatico, ha evidenziato la capacità di aggregazione del sistema Bcc. «Questo è uno di quei momenti che dimostrano come italiani, friulani, pordenonesi e veneti riescono a stare insieme. Non è cosa che capita frequentemente. Lo spirito solidaristico – ha aggiunto Agrusti – è un aspetto fondativo della nostra comunità. Lo dobbiamo riscoprire in momenti come questi: siamo entrati in un cerchio di fuoco e dobbiamo trovare tutti insieme le ragioni del noi anziché dell’io».
Tra i soci intervenuti, il veneto Marcello Criveller, che ha definito la futura fusione come «un’ottima operazione» e augurato ancora una volta ai vertici di «rappresentare bene il territorio».
Insomma, a Pordenone si è levato un coro di voci a favore del matrimonio tra le Bcc a destra e sinistra del Tagliamento, che ora dovrà procedere passando dalla predisposizione del piano industriale per poi tornare al vaglio di Iccrea, ma anche della Bce e infine delle assemblee straordinarie dei soci. Se tutto andrà bene ci vorranno sette, otto mesi.
Ieri, intanto, la base ha dato il via libera al bilancio 2025 della Bcc Pordenonese e Monsile nonché alla destinazione dell’utile di esercizio (quasi 38 milioni), andati per 34,8 milioni a riserve legale, portando il patrimonio della banca a 314 milioni (+12,7%), e per 1,7 milioni a mutualità. E’ stato quindi eletto il nuovo consiglio di amministrazione. Ne fanno parte Giuseppe Amadio, Debora Cancian, Giancarlo De Carlo, Francesca Marafatto, Annarosa Martel, Alessandro Moro, Loris Paolo Rambaldini, Francesco Salvadori e Mauro Verona.
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