Jet privati a noleggio: Herr Swarovski atterra all’aeroporto di Treviso
Robert Buchbauer, pronipote del fondatore della dinastia, ha creato la compagnia Alpine Wings: al «Canova» una base operativa per la quale viene utilizzato l’ex hangar della famiglia Benetton

Gestire il business di gioielli e cristalli di una delle famiglie più famose al mondo, ma con la “testa tra le nuvole”. La vera passione dell'imprenditore austriaco Robert Buchbauer, pronipote del fondatore della dinastia Daniel Swarovski, è infatti l'aviazione.
Una passione che è diventata negli anni anche un business, tanto che in passato Robert Buchbauer ha controllato una compagnia aerea pensata per gli imprenditori in Tirolo. Un’idea che ora ha deciso di portare in Veneto.
Buchbauer ha guidato per 18 mesi durante il Covid la nota holding nel mondo dei preziosi. Fa parte di una famiglia allargata, che unisce in accomandita circa 200 membri, ed è oggi vicepresidente di Swarovski. Il gruppo di società ha oltre 16mila dipendenti, fabbriche in tutto il mondo e un fatturato pari a 1,9 miliardi nel 2024 (+6% rispetto all’anno precedente).
Ma passione del volo non è mai venuta meno e Mr. Swarovski ha deciso, dopo l'esperienza con Tyrolean Jet Services di Innsbruck, di fondare una nuova compagnia in Italia. E per guidare Alpine Wings ha scelto un pilota di origini veronesi, Andrea Gatto oggi ai “comandi” della società con base operativa all'aeroporto di Treviso, nell'ex hangar di proprietà della famiglia Benetton.
«Puntiamo a ridurre l'onere amministrativo per i proprietari di aerei aziendali, che mettono a disposizione il proprio aereo personale per far volare altri per viaggi business o raggiungere mete turistiche – spiega Andrea Gatto, ceo di Alpine Wings, comandante con esperienza decennale e socio di minoranza della società -. Negli anni abbiamo maturato una lunga esperienza, attraverso altri operatori, e ora abbiamo deciso di portare nel Nord Est questi servizi».
Il fatturato del primo anno, con un aereo, è atteso a 1,2 milioni (target medio di un light jet). Alpine Wings punta però ad aumentare la flotta nei prossimi mesi: obiettivo a fine 2026 di gestire tre velivoli, e in tre anni di salire a dieci.
Dopo un paio di anni di lavoro burocratico, lo scorso 3 novembre è arrivato il Certificato di Operatore Aereo alla Alpine Wings per lo svolgimento di voli charter e/o cargo. La sede primaria della compagnia è a Napoli, con basi operative nell’aeroporto di Lamezia Terme e Treviso. Ha iniziato ad operare con il primo aeromobile, un Beechcraft 200GT, e vede tra i soci finanziatori anche Susanne Riz.

La nuova compagnia aerea punta a favorire i proprietari di aeroplani operanti nel corto, medio e lungo raggio sotto ogni aspetto operativo, burocratico e normativo. Le richieste che l’azienda riceve quotidianamente sono circa 40, per voli in Europa e Bacino del Mediterraneo. I preventivi medi variano da 8 mila a 25 mila a volo, e i clienti sono imprenditori, manager, ma non mancano gruppi di amici in vacanza o per addii al celibato.
«Gli aerei sono di proprietà degli imprenditori che li danno in gestione alla nostra società, che poi li “rivende” a ore – prosegue Andrea Gatto -. Volare una sola volta la settimana, per business o piacere, non permette infatti di ammortizzare adeguatamente i costi. Con questo servizio veniamo incontro anche alle esigenze dei proprietari».
Lo staff di Alpine Wings è formato da sei top manager, cui si aggiungono collaboratori e piloti per uno staff attualmente di 15 persone, in crescita nei prossimi anni. La compagnia gestisce tutta la parte burocratica, la possibilità di far volare l'aereo in modalità commerciale (con relativi risparmi per il carburante), costi e tariffe per gli scali, equipaggio e trasferte, servizi a terra a seconda delle esigenze del volo.
I clienti non mancano e i voli sono prenotati fino a settembre. I voli hanno un prezzo orario, cui si aggiungono le tasse da pagare per “scendere” dall'aereo: ad esempio se il cliente di turno intende atterrare a Londra, meglio non fargli scegliere Heathrow, che ha tra le tasse più alte al mondo (anche 10mila euro a volo), ma optare per altri scali della zona.
In Italia in questo mercato sono attivi solo una manciata di operatori, ancora pochi a fronte di richieste in grande crescita. Negli altri paesi il mercato di questo tipo è molto più evoluto, e infatti così accade ad esempio in Germania o Austria.
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