Danieli pronta ad affiancare Flacks Group all’ex Ilva

Il presidente di Danieli, Alessandro Brussi: «Con Flacks ci siamo incontrati, abbiamo dato un’occhiata al business plan e avuto un primo odore del progetto che prevede investimenti da 4,5 a 5 miliardi»

Maura Delle Case

​​​​​Le voci su un possibile coinvolgimento di Danieli nel rilancio dell’ex Ilva si rincorrono da mesi ma stavolta, l’eventuale discesa in campo della multinazionale friulana, leader nella produzione di impianti siderurgici, è più che una possibilità. A chiamarla in causa è stato direttamente il Governo per andare a rafforzare la proposta di acquisizione avanzata dal fondo statunitense Flacks Group che fino a qualche giorno fa era anche l’unica. Oggi non più, dopo la discesa in campo, annunciata dal ministro Adolfo Urso, del player indiano Jindal che ha presentato a sua volta una manifestazione d’interesse per l’intero complesso. A valutare entrambe le offerte saranno i commissari. In tempi stretti stando sempre a quanto dichiarato dal titolare del Mimit che ha indicato il mese di aprile per l’assegnazione e ribadito tre requisiti imprescindibili per l’assegnazione, tra i quali «la presenza nella compagine azionaria dell’offerente di uno o più soggetti industriali del settore siderurgico, al fine di rafforzare il know how dell’acquirente».

Il coinvolgimento di Danieli va a braccetto con quello del colosso ucraino dell’acciaio Metinvest, passando formalmente da Metinvest Adria, la newco costituita dalle due big siderurgici per gestire l’operazione della maxi acciaieria a Piombino.

«Essendo Flacks essenzialmente un soggetto finanziatore, il Governo voleva che fosse affiancato da chi conosce bene il settore dell’acciaio, possiede miniere, cultura e personale, com’è il caso di Metinvest, e da Danieli che vanta 100 anni di esperienza, così ci ha messi in contatto» spiega il presidente della multinazionale di Buttrio, Alessandro Brussi, che conferma: «Con Flacks ci siamo incontrati, abbiamo dato un’occhiata al business plan e avuto un primo odore del progetto che prevede investimenti da 4,5 a 5 miliardi».

L’operazione dovrebbe passare dalla costituzione di una newco, con l’ingresso in minoranza Metinvest e Danieli, candidata quest’ultima ad accaparrarsi una parte delle forniture per traghettare l’Ilva verso la produzione di acciaio green.

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