Il Veneto è nel mirino dei cyber criminali: 620 attacchi informatici

Il rapporto del Clusit ha registrato già 280 incidenti gravi in tutta Italia. In regione a fine ottobre un’escalation di truffe mediante spoofing

La redazione

 

Due denunce al giorno per truffe telefoniche, frodi bancarie che svuotano i conti correnti, una truffa da 300mila euro sventata ai danni di una concessionaria: il Veneto è nel mirino del cybercrime.

I dati del Rapporto Clusit di ottobre fotografano un'emergenza nazionale, con 280 incidenti gravi registrati nel primo semestre 2025, pari al 10,2% del totale mondiale. La regione figura tra le più esposte: nel 2024 il Centro Operativo Sicurezza Cibernetica ha gestito 620 attacchi informatici, diramando 1.100 alert verso amministrazioni locali e aziende. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Venezia ha documentato nell'ultima settimana di ottobre un'escalation preoccupante nelle truffe mediante spoofing, con sottrazioni che raggiungono i 28mila euro per singola operazione.

Un caso emblematico ha coinvolto a giugno una nota concessionaria della provincia di Venezia, vittima di una frode orchestrata attraverso la compromissione delle caselle di posta elettronica aziendale. La concessionaria aveva versato l'ingente somma a titolo di anticipo sulla fornitura di automobili, ma si è insospettita per alcuni particolari emersi nel corso della compravendita e si è tempestivamente rivolta al Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, che ha individuato nove persone residenti nelle province di Roma e Frosinone, parte di un sodalizio criminale. L'intervento della Polizia Postale ha permesso di sequestrare buona parte del denaro, trasferito su conti intestati a società fittizie e su un conto attivato presso un istituto bancario di San Marino.

«In questo caso, abbiamo avuto la fortuna che il cliente si è accorto subito di essere vittima di una truffa - spiega l'avvocato Daniela Ajese, fondatrice dello studio Ajese & Partners con sedi a Venezia, Milano e Padova -. Si è trattato di un'operazione in cui il tempismo e l'elevata professionalità dei soggetti coinvolti hanno fatto la differenza consentendo di recuperare integralmente le somme bonificate».

La casistica raccolta dallo studio legale restituisce un panorama articolato: assegni circolari falsi presentati in pagamento di beni di valore, telefonate con cui abili truffatori inducono le vittime a eseguire operazioni dispositive, accessi alla piattaforma home banking che vedono le disposizioni deviate verso soggetti sconosciuti.

«Bisogna prestare la massima attenzione nell'esecuzione delle operazioni, anche quando ciò avviene tramite i supporti informatici forniti dagli istituti di credito», avverte Ajese.

A Treviso, poi, è emersa una variante con intelligenza artificiale della classica truffa del "Principe Arabo", realizzata tramite videochiamata con modifica dell'immagine: ha fruttato 18mila euro ai cybercriminali. I dati nazionali del secondo semestre 2024 rivelano 25.600 casi di bonifici fraudolenti con 65,5 milioni di euro sottratti. I bonifici istantanei presentano un tasso di frode 38 volte superiore a quelli ordinari: l'esecuzione in tempo reale impedisce il blocco dell'operazione una volta che la vittima ha autorizzato il trasferimento.

Dal 9 ottobre è entrata in vigore la Verification of Payee, che controlla in tempo reale la corrispondenza tra Iban e nominativo del beneficiario. «L'Arbitro Bancario Finanziario e i Tribunali - conclude Ajese - si sono progressivamente allineati alla individuazione di un modello di responsabilità bancaria rafforzata, chiarendo che l'istituto di credito deve tutelare il cliente mediante la predisposizione di sistemi operativi sicuri. In caso di violazione di tale obbligo, la banca sarà tenuta a risarcire il danno subito». 

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