Icop cresce ancora: firmato un accordo per il 51% di Ediltunnel

Nuova operazione m&a in arrivo per il gruppo friulano che mira a rilevare la maggioranza della società leccese. Nel frattempo il cda di Trevi ha bocciato l’Opa di Webuild

Maura Delle Case

 

Icop continua a crescere mentre, sullo sfondo, entra nel vivo la partita per il controllo di Trevi. Il gruppo di Basiliano, player di riferimento nell’ambito dell’ingegneria del sottosuolo, ha sottoscritto un accordo non vincolante per acquisire il 51% di Ediltunnel, società pugliese specializzata nelle lavorazioni del sottosuolo e nelle perforazioni orizzontali no-dig.

Fondata nel 1996 da Rocco Ricchiuto, Ediltunnel ha sede a Lecce, conta circa 70 dipendenti e opera nel microtunneling, nelle trivellazioni orizzontali controllate e nell’auger boring, anche per conto di grandi general contractor internazionali. Nel 2025 ha registrato 17,1 milioni di valore della produzione (12 milioni nei primi sei mesi del 2026), 7,3 milioni di Ebitda e 4,4 milioni di utile netto.

Icop acquisirà il 51%, alla famiglia fondatrice resterà il 49% e la guida dell’azienda, confermata in capo all’attuale ad Elisabetta Ricchiuto. L’accordo prevede una valorizzazione indicativa di Ediltunnel basata su un enterprise value pari a 6,5 volte l’Ebitda rettificato 2025, con il multiplo che sarà verificato nell’ambito della due diligence. Il signing è previsto per fine dell’anno.

«L’accordo nasce da una scelta industriale condivisa», sottolinea l’ad di Icop, Piero Petrucco, spiegando che le competenze e le capacità realizzative di Ediltunnel, unite all’esperienza e alla presenza internazionale di Icop, consentiranno di ampliare l’offerta trenchless e affrontare nuove opportunità. Sulla stessa linea Ricchiuto, che parla di un progetto al quale la società partecipa con «entusiasmo, responsabilità e spirito di squadra», mettendo a disposizione competenze ed esperienza per «continuare a crescere insieme».

L’operazione arriva mentre Icop è impegnata nella partita per Trevi, il gruppo cesenate dell’ingegneria del sottosuolo sul quale ha lanciato l’Ops. L’offerta, partita il 14 settembre, prevede 0,133 nuove azioni Icop per ogni azione Trevi e si concluderà il 16 ottobre. A questa proposta Webuild ha risposto con un’Opa totalitaria in contanti da 4,50 euro per azione, che partirà il 28 settembre (per terminare, salvo proroghe, il 20 novembre). Per l’Opa Webuild restano invece da superare i passaggi autorizzativi, tra cui quelli legati ad Antitrust e golden power. Ieri, intanto, è arrivata la “bocciatura” del board di Trevi.

Un pollice verso arrivato, a valle delle analisi svolte dal cda e delle fairness opinion di Mediobanca e Vitale, per diverse ragioni, a partire dal corrispettivo, ritenuto «non congruo dal punto di vista finanziario». Nel mirino del cda anche le sinergie indicate da Webuild: 80-90 milioni di Ebitda annuo a regime nel 2029 e un Ebitda incrementale complessivo di 150-170 milioni, alla cui creazione di valore non parteciperebbero gli azionisti che dovessero aderire all’offerta in contanti.

C’è poi il tema finanziario. Trevi sottolinea il proprio percorso di rilancio e le prospettive del piano 2026-2029, che prevede crescita di ricavi, Ebitda, generazione di cassa e una progressiva riduzione del debito. Allo stesso tempo osserva che l’acquisizione, se portata a termine, aumenterebbe di circa 480 milioni l’indebitamento lordo consolidato di Webuild.

Particolarmente sensibile il capitolo occupazionale. Il cda rileva la mancanza di impegni specifici da parte di Webuild sui livelli occupazionali e sulle sedi operative estere, dove Trevi realizza circa l’80% dei ricavi e impiega la maggior parte del personale. Webuild ha dichiarato di non prevedere impatti sulla forza lavoro, ma, osserva il cda, non ha assunto impegni specifici al riguardo. Un tasto importante e particolarmente delicato quello dell’occupazione, al punto che i vertici di Icop, nei giorni scorsi, hanno incontrato sindacati e rappresentanti dei lavoratori a Cesena, con l’obiettivo di presentare il progetto del gruppo friulano per Trevi e ribadire l’intenzione di preservarne competenze, identità e radicamento.

 

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