Hera, piano al 2029: investimenti per 5,5 miliardi

Il nuovo piano industriale prevede un margine operativo lordo di 1,76 miliardi e una crescita strutturale di circa 350 milioni

La redazione
Il progetto SmartGrid che il Gruppo Hera sta realizzando a Trieste
Il progetto SmartGrid che il Gruppo Hera sta realizzando a Trieste

Oltre 5,5 miliardi di euro di investimenti nel quinquennio su innovazione e digitalizzazione, un ritorno sul capitale investito netto al 9,3% e una crescita del margine operativo lordo a quota 1,76 miliardi di euro. È quanto prevede il nuovo piano industriale al 2029 stilato dal Gruppo Hera, che punta su «sviluppo, rigenerazione delle risorse, neutralità carbonica, resilienza e creazione di valore condiviso per tutti gli stakeholder».

La multiutility prevede un utile netto per gli azionisti a quota 519 milioni, in crescita strutturale di circa il 6% medio annuo e un dividendo in crescita del 27% fino a raggiungere 19 centesimi per azione. Il piano, spiega una nota del gruppo, promuove «una crescita strutturale di circa 350 milioni con un tasso di crescita medio annuo di circa il 5%», che permette «di raggiungere un margine operativo lordo complessivo di 1.760 milioni al 2029, in aumento di 60 milioni rispetto al precedente target di piano al 2028».

Quanto all'utile netto di pertinenza degli azionisti, l'obiettivo a fine Piano «è di circa 520 milioni», mentre la generazione di cassa e le «migliori performance realizzate e prospettiche consentono di migliorare la politica di distribuzione dei dividendi, per arrivare a un dividendo di 19 centesimi di euro al 2029 (+27% rispetto all'ultima cedola pagata nel 2025 e +12% rispetto al target del precedente piano)».

«In crescita, a 11,5 miliardi di euro, anche il valore economico distribuito nei 5 anni agli stakeholder dei territori nei quali operiamo ed il contributo delle attività sostenibili al margine operativo lordo di Gruppo che raggiungerà il 68%», ha sottolineato Cristian Fabbri, presidente esecutivo del Gruppo Hera. 

Nel periodo 2025-2029, ancora, il piano industriale prevede investimenti lordi per 5,5 miliardi, un impegno finanziario superiore del 6% al precedente documento strategico e del 39% rispetto alle risorse investite complessivamente negli ultimi 5 anni. Ai 5 miliardi di investimenti direttamente finanziati dal Gruppo Hera, si aggiungono quasi 500 milioni di contributi tra risorse del Pnrr e altri istituti. I business regolati assorbiranno il 63% del piano investimenti (con 3,1 miliardi destinati alle reti che si confermano la filiera maggiormente capital-intensive), mentre il restante 37% alimenterà la crescita dei business a mercato.

«Gli investimenti, destinati sia ai business regolati sia a mercato, alimenteranno la crescita organica e saranno finanziati da una forte generazione di cassa, che consentirà di mantenere anche al 2029 una leva finanziaria in linea con quella della chiusura attesa per il 2025, riconfermando la solidità finanziaria e creando ulteriore flessibilità per poter cogliere future nuove opportunità», ha aggiunto l'ad Orazio Iacono.

«Per il 2025 prevediamo di chiudere con un margine operativo lordo superiore a 1,53 miliardi di euro e con un utile di competenza degli azionisti superiore a 0,46 miliardi. Risultati sostenuti dalla crescita di tutti i business in portafoglio nonostante il venir meno di opportunità straordinarie colte nel 2024. Questa performance ha permesso di finanziare un aumento degli investimenti mantenendo un rapporto debito netto/MOL inferiore a 2,6x. Una flessibilità finanziaria che ci permette di supportare gli investimenti a favore della transizione green e dello sviluppo industriale».

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