Golden Goose forte sui mercati: ricavi a quota 734 milioni
Nell’anno orribile per il lusso, il brand veneto corre ancora a doppia cifra: +15%. I nuovi soci internazionali Hsg e Temasek sostengono le ambizioni del gruppo

C’è qualcosa di profondamente contemporaneo – e insieme ostinatamente italiano – nel modo in cui Golden Goose continua a raccontare la propria storia. Una storia fatta di contrasti: lusso e vissuto, artigianalità e visione globale. E i numeri del 2025 lo confermano, quello che è stato considerato l’anno orribile del lusso per il gruppo fondato nel veneziano mantiene alte le promesse.
Golden Goose Group chiude infatti l’esercizio con ricavi netti pari a 734 milioni di euro, segnando una crescita del 15% rispetto all’anno precedente. Il vero cuore pulsante resta il Direct-to-Consumer, che oggi rappresenta l’81% dei ricavi totali, in crescita del 21% su base annua. Non è solo una questione di canale, ma di relazione: Golden Goose ha trasformato il punto vendita – fisico o digitale – in uno spazio narrativo, dove il cliente diventa parte attiva di un’estetica condivisa.
L’Europa (Emea) guida con un +18%, seguita da Apac (+17%) e Americhe (+9%). L’Ebitda rettificato si attesta a 248,3 milioni di euro, con un margine del 34%. La liquidità è pari a 94,4 milioni, e una leva finanziaria netta di 2,6 volte il margine. Ma è sul piano strategico che si gioca la partita più interessante. L’ingresso di HSG come azionista di maggioranza e di Temasek (Guidato in Europa da Antonio Belloni, attuale presidente di Lvmh Italia ed ex capo azienda del colosso del lusso francese) come investitore di minoranza segna un passaggio cruciale: Golden Goose si prepara a diventare un vero global player del lusso contemporaneo. Permira resta, Marco Bizzarri diventa Presidente Non Esecutivo.
Nel frattempo, la rete retail si espande: 232 negozi diretti nel mondo, con nuove aperture che raccontano una mappa aspirazionale – da Tokyo Ginza a Mumbai, da Ibiza a Napoli. Non semplici negozi, ma presidi culturali.
E poi ci sono i progetti che sfuggono alle categorie tradizionali. Come la Golden Goose Arena a Milano, uno spazio che unisce sport, design e community nel cuore di CityLife. O la collaborazione con Google Pixel, dove l’intelligenza artificiale incontra l’esperienza retail. E infine le campagne che mescolano icone e nuove energie: Jane Fonda e Jasmine Paolini, per l’iconica sneaker Super-Star.
«Sono orgoglioso di presentare i risultati del l'esercizio 2025, che confermano un altro anno di crescita solida e costante» ha sottolineato l’ad Silvio Campara. «Siamo entusiasti di accogliere Hsg e Temasek come partner strategici per rafforzare ulteriormente le nostre ambizioni di crescita globale e per realizzare appieno il nostro potenziale come brand di lusso di nuova generazione». Guardando ai numeri Campara sottolinea la forte crescita della cassa, l’andamento a doppia cifra dei ricavi in un settore che questo trend lo ha visto solo in negativo, ovvero con meno davanti.
«Guardando al 2026 e oltre - conclude Campara - sono più entusiasta che mai del potenziale di Golden Goose e di portare sempre più Italia alla nostra community globale di Dreamers».
Riproduzione riservata © il Nord Est








