Confindustria, il presidente Orsini: «Costo dell’energia, salari più alti e impresa»
La proposta degli industriali:«Muovere cinque leve per rimettere l'impresa al centro». Il presidente le elenca dal palco dell'assemblea annuale degli industriali: «energia; crescita dimensionale delle Pmi; contratti di sviluppo e innovazione; semplificazioni e riforma della legge 231 sulla responsabilità amministrativa; risorse adeguate agli obiettivi»

Per "una crescita robusta", bisogna "reagire uniti e mettere gli imprenditori in condizione di fare il loro lavoro", metterli "nelle condizioni di crescere significa rafforzare il Paese". Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, chiedendo "responsabilità nazionale", declina la proposta degli industriali chiedendo di "muovere cinque leve per rimettere l'impresa al centro". Le elenca dal palco dell'assemblea annuale degli industriali: "energia; crescita dimensionale delle Pmi; contratti di sviluppo e innovazione; semplificazioni e riforma della legge 231 sulla responsabilità amministrativa; risorse adeguate agli obiettivi". E ribadisce l'emergenza: "La prima leva è l'energia", per le imprese "il prezzo dell'energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale".
La prima leva, l'energia: "Non possiamo continuare a pagare nei nostri stabilimenti l'energia ai prezzi più cari d'Europa", avverte Orsini. "L'Italia, per le scelte fatte nel passato rinunciando al nucleare, o per quelle delle Regioni oggi sulle rinnovabili, ormai è completamente fuori scala e fuori mercato". Confindustrtia rilancia "l'appello" a tutte le forze politiche a "sbloccare le aree idonee per impianti fotovoltaici ed eolici di grande taglia". E "dobbiamo accelerare il ritorno al nucleare" La seconda leva da azionare "è una politica industriale orientata alla crescita dimensionale e tecnologica delle piccole e medie imprese".
"La riforma degli incentivi - dice Orsini - deve essere l'occasione per concentrare le risorse sugli strumenti che hanno funzionato per le Pmi, come il Fondo di Garanzia e la Nuova Sabatini, anche utilizzando i co-finanziamenti regionali dei fondi di coesione, evitando dispersioni e duplicazioni". "La sfida è costruire politiche selettive, sostenibili sul piano fiscale e coerenti con il tessuto produttivo". Servono anche "incentivi fiscali a fusioni e acquisizioni". La terza leva da azionare "per tornare a crescere" è quella dei contratti di sviluppo: "potenziarli significa credere nel principale strumento a sostegno dei grandi investimenti, che ha già riguardato oltre 1.500 imprese. Stiamo lavorando con il Mimit per rendere i contratti di sviluppo più efficaci e accessibili, ma dobbiamo essere più ambiziosi", dice Orsini.
"La quarta leva sono le semplificazioni e la riforma della 231". Orsini sottolinea: c'è "una questione centrale per il nostro sistema produttivo che non possiamo più rimandare. Negli anni è diventato il simbolo dell'incapacità di tradurre in fatti concreti le riforme condivise solo a parole: mi riferisco al sistema della responsabilità connesso alla legge 231. Quando fu concepita, venticinque anni fa, il principio era giusto: incentivare chi innova i propri assetti organizzativi, premiare la prevenzione degli incidenti sul lavoro e punire chi delinque alterando la concorrenza. Nel tempo, però, la 231 si è trasformata in uno strumento quasi esclusivamente punitivo, avvicinandosi a forme di responsabilità oggettiva".
E' "tra le priorità a costo zero per la competitività", una riforma "non più solo necessaria, è assolutamente urgente. Con il contributo di tutte le parti politiche, facciamola. Facciamola ora". La quinta leva da attivare "è quella delle risorse adeguate agli obiettivi. Sappiamo che la finanza pubblica italiana ha margini molto stretti. Per questo - dice il leader degli industriali - pensiamo che la via da seguire sia quella di un'azione di responsabilità nazionale per mobilitare risorse private a fianco di quelle pubbliche. Cominciamo dal fisco che è una leva di competitività. Richiede una visione, non un accumulo di misure a breve termine, frammentate e inique. Non può essere un ostacolo agli investimenti. Anche su questo, vogliamo fare la nostra parte".
Riproduzione riservata © il Nord Est








