Fintria, cold ironing in porto e l’Oil&Gas per Siot
Visione, ricerca, competitività, diversificazione e innovazione. Sono questi i capisaldi su cui il gruppo Fintria ha costruito la propria crescita e su cui punta ora per raggiungere un nuovo traguardo: «Arrivare a 50 milioni di euro di fatturato nei prossimi anni»

Visione, ricerca, competitività, diversificazione e innovazione. Sono questi i capisaldi su cui il gruppo Fintria ha costruito la propria crescita e su cui punta ora per raggiungere un nuovo traguardo: «Arrivare a 50 milioni di euro di fatturato nei prossimi anni».
Per raggiungere questo obiettivo, spiega il fondatore Pompeo Tria, «lavoriamo per aumentare i nostri fatturati su singole attività pubbliche. Abbiamo vinto tutte le gare Pnrr a cui abbiamo partecipato, abbiamo lavoro fino al 2035». Tra le commesse internazionali più recenti «un contratto da 16 milioni di euro negli Stati Uniti per impianti di refrigerazione destinati alle navi passeggeri, prodotto per cui siamo leader mondiali e siamo presenti in 52 paesi nel mondo».
L’attività inizia nel 1995, «eravamo in cinque: io, mio figlio e altri tre dipendenti. Facevamo i tiracavi», ricorda il fondatore e presidente del gruppo. Nel 2014, nasce la holding Fintria (che ha chiuso il 2024 con un utile civilistico di 444 mila euro) che fornisce servizi commerciali, amministrativi e finanziari alle società del Gruppo: Sds Group, Step Impianti, Step Refrigeration e Tst Industry. «Per crescere ho puntato sulla diversificazione e sull’innovazione», specifica Tria.
La struttura manageriale vede ai vertici Maurizio Bottazzi, ad di Step Impianti (15,4 milioni di ricavi e un utile di 1,8 milioni nel 2024) e i due figli di Tria: Paolo, ad di Step Refrigeration (1,28 milioni di ricavi) e Tst Industry (3,19 milioni), società attiva anche nel settore Oil & Gas presso il terminal Tal-Siot di Trieste, e Anna, ad di Sds Group che opera nel settore dell’ingegneria industriale e civile (693 mila euro di ricavi nel 2024).
Nel complesso il gruppo conta oltre 180 dipendenti diretti, che diventano quasi 400 considerando l’indotto stabile. Una crescita costruita con una strategia precisa. «Non abbiamo mai preso gli utili per fare dividendi – sottolinea Tria – li abbiamo sempre reinvestiti nelle aziende, perché crediamo nel progetto».
Tra i settori più dinamici c’è quello della refrigerazione navale. Step Refrigeration è oggi leader mondiale nella sostituzione degli impianti a Freon con tecnologie a CO₂, un passaggio reso necessario dalle normative ambientali internazionali che entro il 2030 bandiranno i gas dannosi per l’ozono. «Si tratta di sistemi complessi – specifica Tria – fondamentali per le grandi navi da crociera dove la refrigerazione deve garantire la conservazione delle derrate alimentari per migliaia di passeggeri». Il gruppo è inoltre protagonista nello sviluppo del cold ironing, la tecnologia che permette alle navi attraccate nei porti di spegnere i motori collegandosi alla rete elettrica di terra.
«Abbiamo vinto tutte le gare nei porti italiani», sottolinea Tria. Per quanto riguarda i lavori sulle banchine del porto di Trieste, «sono in fase di conclusione, perché la normativa Pnrr ci impone un termine da rispettare, fissato per la fine di marzo 2026», spiega Tria. «La visione da sola non basta», osserva. «Serve la ricerca per trasformarla in risultati e poi la capacità di mantenerli nel tempo». È su questo equilibrio tra innovazione, organizzazione e diversificazione che Fintria punta ora a consolidare la propria espansione. «Oggi non siamo più noi a cercare lavoro», conclude l’imprenditore. «È il lavoro che viene a cercare noi».
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