La fabbrica di idrovolanti antincendio a Gorizia. «I primi prototipi in cantiere nel 2027»
La presentazione ufficiale del progetto di insediamento produttivo, che promette di dare lavoro a 1.200 addetti

Alla fine tutto ruota attorno all’amicizia. Il presidente di Snam Alessandro Zehentner conosce bene il ceo di “19-01 Holding” Renato Sacchetti ed è amico da vent’anni del sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, peraltro pure lui figlio di esuli istriani anche se nato a Merano; anche l’onorevole Elisabetta Gardini è molto amica di Sacchetti, uno che nel mondo dell’aviazione si è fatto conoscere grazie all’invenzione del simulatore di volo del Canadair e pure lei conosce Ziberna da trent’anni
E così, appena vengono a sapere che la Francia sta facendo ponti d’oro al progetto dell’idrovolante antincendio “WF-X Waterfall”, tanto che a Nimes avevano pure organizzato una festa con tanto di banda cittadina pensando fosse cosa fatta, si muovono entrambi. Zehentner telefona a Ziberna per sapere se il progetto della “19-01” potesse essere in qualche modo di suo interesse («e scusami se ci ho pensato due secondi per dirti sì» sogghigna il sindaco), mentre Gardini fa pressioni sul governo e Sacchetti per tenere la produzione dell’aereo in Italia. Il tutto in gran segreto per non perdere l’affare con la Francia, non fosse andato a buon fine in Italia. Candidato a ospitare il sito produttivo c’è anche il Piemonte, ma alla fine nel nome dell’amicizia la spunta Gorizia.
E ieri, alla presentazione ufficiale in Camera di commercio di Gorizia del progetto, c’erano appunto oltre al sindaco, il ministro per i Rapporti con il parlamento Luca Ciriani a rappresentare il governo, l’onorevole Elisabetta Gardini («madrina del progetto», come l’ha definita Sacchetti), Alessandro Zehentner in veste privata e non come presidente di Snam, il ceo della “19-01” e in rappresentanza della Regione il consigliere Diego Bernardis presidente della V commissione, visto che l’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini era indisposto e il presidente Fedriga impegnato nel trentennale dell’InCe.
Ziberna non sta nella pelle nel presentare l’iniziativa e tutti gli effetti benefici che 1.200 persone assunte porteranno alla città e un po’ a tutta la provincia. «Un anno e mezzo fa ci siamo incontrati con Ciriani a Pordenone per parlarne - ha raccontato il primo cittadino - poi con l’assessore Bini e la sua struttura che hanno fatto pelo e contropelo. Ma devo ringraziare anche i due aeroporti di Gorizia e Ronchi dei Legionari se oggi possiamo annunciare la realizzazione qui di questo idrovolante».
Zehentner, che ha lavorato nell’automotive, ha ricordato di come ha visto nascere da un campo incolto gli stabilimenti della Fiat a Bielsko Biala in Polonia e Kenitra in Marocco: «Questa è una grande sfida, ma sono fiducioso e il know how del Friuli Venezia Giulia sarà fondamentale». Anche Elisabetta Gardini ha sottolineato come il progetto sia arrivato a conclusione grazie a un gruppo compatto di persone: «Da deputato europeo sono stata dieci anni relatrice della Protezione civile - ha detto - e Canadair posticipava sempre la produzione, quindi c’era la necessità di un nuovo velivolo. Sarà un orgoglio vedere il WF-X volare con la bandiera italiana».
Il fondatore della società Renato Sacchetti ha illustrato i dettagli tecnici dell’idrovolante, già anticipati dal Piccolo, raccontando alcune curiosità, da quando è stato convocato in piena estate dal ministro della Protezione civile Nello Musumeci ad agosto del 2023 per illustrare il piano al governo, a tutte le misurazioni fatte dei cavalcavia di A4 e A34 «perché al Duca d’Aosta arriveranno pezzi importanti del velivolo da assemblare e un ponte troppo basso non avrebbe consentito l’insediamento».
Il WF-X nasce da un’esigenza: «Nel solo 2023, gli incendi boschivi hanno generato il 23% della CO2 mondiale. Dal 2012, ogni anno nel mondo brucia in media una superficie pari a 13,5 volte l’Italia. Negli Stati Uniti i danni raggiungono fino a 800 miliardi di dollari annui. Il Canadair risale al 1962 e non vola di notte. Il nostro aereo, tecnologicamente avanzato e dotato di AI, potrà fornire tutta una serie di dati che saranno utili anche al mercato assicurativo così da estendere il business e il fatto che si possa riconvertire in 3 ore consentirà di essere utilizzato per il pattugliamento marittimo, l’evacuazione di isole o il trasporto passeggeri se penso all’India». I primi prototipi, assicura Sacchetti, «saranno messi in cantiere nella seconda metà del 2027».
Il ministro Ciriani ne ha fatto una questione di marketing territoriale: «Questo territorio dimostra capacità di attrarre grandi operazioni industriali, competendo con altri Paesi, grazie alla cultura dell'impresa e alla disponibilità a facilitare chi crea lavoro: qui non si parla di lavoro, ma si realizza il lavoro». L’impatto sul Pil è stimato in oltre 5 miliardi di euro. A Ronchi tra due anni saranno realizzati i primi 5 prototipi (costo 43 milioni l’uno) per ottenere le certificazioni. Poi si passerà alla produzione vera e propria dal 2032.
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