Eredità Del Vecchio, la mediazione per evitare lo scontro in tribunale

La famiglia del fondatore di Luxottica tenta di sbloccare lo stallo sulla Delfin, che ha partecipazioni per oltre 55 miliardi

Giorgio Barbieri

 

Gli eredi Del Vecchio tentano la carta della mediazione per evitare lo scontro in tribunale sulla successione del fondatore di Luxottica. A promuoverla è stato Leonardo Maria Del Vecchio, che ha chiamato in causa la madre Nicoletta Zampillo, Rocco Basilico e gli altri soci di Delfin, con l’obiettivo di superare lo stallo che ormai da tre anni blocca la chiusura dell’eredità e l’assetto della cassaforte di famiglia. Il confronto, previsto dalla legge, punta a una soluzione condivisa prima dell’apertura del contenzioso. In mancanza di un accordo, la vicenda è quindi destinata ad approdare in Tribunale di Milano.

Alla base dello scontro c’è soprattutto il tema della disponibilità delle quote in Delfin. Gli otto eredi detengono ciascuno il 12,5% della holding, ma sulle possibilità di trasferire o riorganizzare le partecipazioni le posizioni sono distanti. Delfin è una delle maggiori holding finanziarie europee per valore degli asset. La quota del 32% in EssilorLuxottica rappresenta il fulcro dell’impero: vale circa 40 miliardi, a fronte di una capitalizzazione complessiva del gruppo franco-italiano intorno ai 125 miliardi.

Accanto a questa partecipazione strategica, la cassaforte di famiglia detiene il 10% di Assicurazioni Generali (circa 5 miliardi), il 17,5% del Monte dei Paschi di Siena (3,8 miliardi), il 2,7% di UniCredit (2,6 miliardi) e il 28% del gruppo immobiliare francese Covivio, valutato attorno a 1,7 miliardi. Nel complesso, il valore del portafoglio supera ampiamente i 55 miliardi di euro.

Numeri che spiegano perché la successione resti una partita ad altissima tensione. Delfin ha chiuso il 2024 con risultati record: ricavi da dividendi per oltre 1,1 miliardi (+29% sull’anno precedente) e un utile d’esercizio di 1,393 miliardi, più che raddoppiato rispetto al 2023. I proventi da partecipazioni ammontano a circa 632 milioni e il consiglio di amministrazione aveva deliberato anche un acconto sul dividendo da 280 milioni. Una redditività che rende quindi cruciale il controllo delle decisioni strategiche e delle regole di governance.

La mediazione, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, si è aperta tra i legali di Leonardo Maria Del Vecchio, quarto figlio del fondatore, e quelli degli altri rami familiari coinvolti nella holding lussemburghese. L’obiettivo è trovare un accordo che consenta di superare l’impasse prima dell’avvio di una causa civile. Un passaggio auspicato dallo stesso Leonardo Maria Del Vecchio anche nell’assemblea di novembre, quando aveva richiamato la necessità di arrivare a una definizione ordinata della successione. In caso di fallimento del tentativo conciliativo, i legali procederanno con il deposito dell’atto di citazione, chiamando in causa anche gli altri cinque fratelli per completezza del contraddittorio.

La mediazione rappresenta dunque l’ultima finestra per una soluzione negoziata che consenta di chiudere la successione senza trascinare la questione in una lunga battaglia giudiziaria. Se il tavolo non produrrà risultati, lo scontro legale appare inevitabile, con il rischio di allungare ulteriormente i tempi e di mettere sotto i riflettori dei tribunali una delle più delicate partite finanziarie dell’industria italiana.

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