Electrolux: bene Porcia, ma preoccupa la concorrenza asiatica
Ieri a Mestre il vertice tra sindacati e azienda. Le previsioni del 2026 sono di 81 mila pezzi a Cerreto, 1.580 mila a Forlì, 532 mila a Susegana, in calo rispetto all’anno precedente, 728 mila a Porcia, in leggero aumento, 680 mila a Solaro

«I volumi di produzione e gli occupati del gruppo Electrolux in Italia nel 2025 sono rimasti in linea con l’anno precedente, ma il settore risente fortemente della competizione asiatica». È quanto è emerso a Mestre – si legge in una nota di Fiom, Fim e Uilm, dall’incontro di informativa annuale con Electrolux. Di positivo si registra il buon livello qualitativo riconosciuto dai consumatori, ma di negativo il fatto che i livelli di redditività restano modesti, seppure in miglioramento.
I volumi del 2025 – fanno sapere i sindacati – si sono assestati sostanzialmente in linea con le previsioni di settembre, nonché coi volumi dell’anno precedente: 640 mila frigoriferi a Susegana, 648 mila lavastoviglie a Solaro, 707 mila lavatrici a Porcia, 1.488 mila forni e piani cottura a Forlì e 77 mila cappe da cucina a Cerreto d’Esi. Gli investimenti in Italia sono ammontati nel 2025 a 47,8 milioni di euro. Le previsioni del 2026 sono di 81 mila pezzi a Cerreto, 1.580 mila a Forlì, 532 mila a Susegana, in calo rispetto all’anno precedente, 728 mila a Porcia, in leggero aumento, 680 mila a Solaro. Al 31 dicembre 2025 gli occupati in Italia risultano essere 4.542, di cui 2.820 operai e 1.722 impiegati; fra gli operai si contano peraltro 118 a tempo determinato.
«In pratica – proseguono i sindacati – siamo dinanzi a una dinamica stagnante di mercato e ad assetti produttivi e occupazionali stabili negli stabilimenti italiani. Sempre più aggressiva, specie sul versante dei prezzi, è però la concorrenza asiatica. A essere preoccupanti sono quindi più le prospettive di sostenibilità del gruppo e del settore che il livello produttivo degli stabilimenti italiani, tale da escludere in questa fase dell’anno l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, salvo purtroppo la solidarietà a Cerreto. Alla luce di ciò – concludono – abbiamo convenuto la necessità di svolgere un ulteriore incontro di approfondimento, possibilmente entro aprile; infine chiederemo la convocazione del tavolo del settore degli elettrodomestici al Ministero delle imprese e del made in Italy».
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