Edizione, ai Benetton 121 milioni di dividendi
La holding chiude il 2025 con conti in crescita, patrimonio oltre i 14 miliardi. Crescono i flussi di cassa e la capacità di remunerare gli azionisti. Mundys si conferma il principale motore dei proventi dalle partecipazioni

Il 2025 certifica il cambio di traiettoria di Edizione. La holding della famiglia Benetton archivia un esercizio che mostra contemporaneamente la crescita del valore del portafoglio, i flussi di cassa provenienti dalle partecipazioni e la redditività della capogruppo. Il consiglio di amministrazione ha proposto all’assemblea la distribuzione di 121 milioni di euro di dividendi agli azionisti, pari a 8,0674 euro per azione, destinando il resto dell’utile a riserve per rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale. Dal bilancio emerge inoltre come il principale motore della generazione di cassa sia ormai il polo infrastrutturale costruito attorno a Mundys.
Conti in crescita
L’utile della capogruppo sale infatti a 275,6 milioni di euro, rispetto ai 247,3 milioni dell’esercizio precedente (+11%). La proposta di destinazione dell’utile prevede 13,8 milioni alla riserva legale, 140,8 milioni a utili portati a nuovo e 121 milioni distribuiti agli azionisti. Il payout si attesta così intorno al 44% dell’utile di esercizio.
Dietro questi numeri c’è soprattutto la crescita dei dividendi provenienti dalle partecipazioni. Nel corso del 2025 Edizione ha incassato 388,4 milioni di euro, contro i 337,3 milioni del 2024, con un incremento di oltre 51 milioni (+15%). È la dimostrazione che la riorganizzazione del portafoglio non sta producendo soltanto una rivalutazione degli asset ma anche una maggiore capacità di generare liquidità verso la holding.
Il contributo principale arriva da Schema Alfa, la subholding che controlla Mundys e gli investimenti infrastrutturali, i cui dividendi salgono da 200 a 300 milioni di euro. Diminuisce invece il contributo di Schema Delta, che passa da 130 a 60 milioni, riflettendo il riassetto del portafoglio finanziario culminato con l’adesione all’offerta pubblica di scambio di Monte dei Paschi su Mediobanca e l’ingresso nel capitale dell’istituto senese. Debutta inoltre un dividendo di 24 milioni da Schema Beta, la holding che controlla la partecipazione in Avolta, mentre Schema Gamma contribuisce con 4, 4 milioni.
Anche il valore della holding continua a crescere. Il Net Asset Value raggiunge 14,12 miliardi di euro, rispetto ai 13,19 miliardi di fine 2024. A livello consolidato i ricavi 2025 aumentano del 2% e si attestano a euro 10,3 miliardi. Il principale incremento deriva dall’apprezzamento della partecipazione in Generali, salita a 2,615 miliardi, e dalla crescita del valore di Avolta, mentre la riduzione della quota in Cellnex viene compensata dall’ingresso nel capitale di Monte dei Paschi. Il Gross Asset Value supera così i 14,8 miliardi, mentre l’indebitamento finanziario netto scende da 998 a 686 milioni, migliorando ulteriormente la leva finanziaria della holding.
La fotografia
Sul fronte strategico il bilancio conferma anche la nascita di 21 Next, la piattaforma sviluppata insieme a 21 Invest e Tages per gli alternative private markets, con l’obiettivo di superare 10 miliardi di euro di masse gestite nei prossimi anni, e fotografa il completamento della profonda riorganizzazione del gruppo Benetton, destinata a separare in modo più netto le attività operative, immobiliari e retail. Per i quattro rami della famiglia Benetton, proprietari al 100% della holding, la cedola complessiva da 121 milioni rappresenta il ritorno a una distribuzione significativa, ma allo stesso tempo conferma una politica prudente: oltre la metà dell’utile resta infatti all’interno della società, alimentando le riserve e sostenendo il piano di sviluppo delineato dal presidente Alessandro Benetton e dall’Ad Enrico Laghi.
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