Dolomia cresce e investe su marchio e automazione

In Val Cimoliana l’open day dedicato alle famiglie dei 50 dipendenti. Il fatturato 2026 chiuderà con un aumento del 5% rispetto ai risultati 2025. Tra le preoccupazioni per il futuro l’aumento dei costi dell’energia

Giulia Sacchi
La visita dell'assessore regionale Sergio Emidio Bini allo stabilimento di Acqua Dolomia a Cimolais
La visita dell'assessore regionale Sergio Emidio Bini allo stabilimento di Acqua Dolomia a Cimolais

Chiudere l’anno con un 5% in più rispetto ai risultati precedenti (20 milioni di euro il fatturato 2025) e continuare a investire anche su impianti di ultima generazione, cercando di superare quegli ostacoli che mettono in difficoltà il mondo delle imprese, legati in primis all’aumento dei costi.

Acqua Dolomia, che ieri ha aperto le porte per l’open day dedicato alle famiglie dei 50 dipendenti, è in espansione e il 2026 è all’insegna dell’aumento della produzione.

Un’occasione per mostrare l’evoluzione di una realtà produttiva che dal 2022, con la nuova proprietà, ha avviato un significativo piano di investimenti dedicato a sviluppo dello stabilimento e miglioramento dei processi.

Gli interventi hanno interessato diversi ambiti, dall’efficienza energetica all’automazione, al rinnovamento di impianti e infrastrutture.

Tra le principali realizzazioni figurano impianto fotovoltaico, introduzione degli Agv (veicoli a guida autonoma) per la movimentazione interna, rinnovamento della sala compressori e nuovi sistemi per l’efficienza produttiva. Investimenti per rendere lo stabilimento sempre più efficiente, moderno e competitivo, che testimoniano la volontà dell’azienda di accompagnare la crescita commerciale, continuando a investire nel luogo in cui Dolomia nasce e viene imbottigliata, ossia a Cimolais.

Quanto ai mercati, oltre a quello interno, Acqua Dolomia è presente in Canada, Medio Oriente, Caraibi e Cina.

Una dimensione globale che rappresenta uno degli assi della crescita dell’azienda.

Una crescita che non modifica, però, il punto di partenza: lo stabilimento di Cimolais rimane cuore produttivo dell’azienda e centro degli investimenti avviati negli ultimi anni, come ha messo in luce anche l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, presente all’open day.

«Un’impresa che sceglie di investire, crescere e creare occupazione in montagna rappresenta un presidio economico e sociale: Acqua Dolomia ha portato avanti un percorso di sviluppo importante nello stabilimento di Cimolais, con investimenti in tecnologia, capacità produttiva ed efficienza energetica» ha messo in luce Bini, «la Regione ha accompagnato la crescita e continuerà a essere al fianco delle imprese che credono nel Friuli Venezia Giulia e nei suoi territori montani».

Bini ha visitato lo stabilimento assieme a vertici aziendali, presidente e direttore del Nip di Maniago. «Automazione degli impianti, crescita del marchio Dolomia e investimenti testimoniano la volontà dell’azienda di continuare a svilupparsi in un mercato in espansione, affrontando allo stesso tempo il forte incremento dei costi che sta interessando il sistema produttivo» ha osservato Bini.

«Il valore di questo percorso sta nella scelta di investire e crescere in Val Cimoliana: fare impresa in montagna presenta maggiori complessità, per questo realtà produttive capaci di svilupparsi rappresentano una risorsa per occupazione e comunità locali».

Dal 2017 a oggi la Regione ha sostenuto gli investimenti di Sorgente Valcimoliana con diversi strumenti, a fondo perduto e a finanza agevolata.

Tra quelli più recenti figura “Dolomia green energy power”, progetto legato al nuovo impianto fotovoltaico.

«Transizione energetica ed efficientamento dei processi produttivi rappresentano leve importanti per accompagnare la competitività delle imprese in una fase nella quale il costo dell'energia incide in modo significativo sui conti aziendali».

Quanto ai numeri, Acqua Dolomia ha chiuso il 2025 con un fatturato di 20 milioni di euro (+2,8% rispetto al 2024).

Il dato più rilevante è quello della marginalità operativa lorda che si è attestata al 15% sui ricavi, in crescita del 18% sull’anno precedente.Nell’arco dell’ultimo triennio, dopo l’acquisizione della società da parte di Luigi Rossi Luciani, che tramite la holding Luigi Luciani Rossi Sapa detiene oggi l’80% delle quote, mentre il restante 20% fa capo alla Comintex dell’ad Cilenti, sono stati investiti circa 10 milioni di euro.

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