BeanTech a quota 32 milioni di euro

A villa Manin la festa con dipendenti e stakeholder per i 25 anni dalla fondazione dell’azienda friulana. Il ceo Fabiano Benedetti annuncia l’apertura di una terza sede a Milano, dopo quelle di Mestre e Udine

La redazione
Il ceo di beanTech Fabiano Benedetti
Il ceo di beanTech Fabiano Benedetti

Una nuova sede a Milano, accanto ai presidi storici di Udine e Mestre, e ricavi attesi a 32 milioni di euro nel 2026, in crescita di circa il 10% rispetto ai 29 milioni del 2025.

Sono i principali sviluppi annunciati da beanTech, azienda specializzata nella digitalizzazione delle imprese e nell’intelligenza artificiale applicata all’industria, che venerdì sera ha celebrato a villa Manin i suoi primi 25 anni di attività, condividendo con clienti e stakeholder le prospettive per la prossima fase di crescita.

Fondata a Udine nel 2001, beanTech conta oggi 250 dipendenti, con un’età media di 34 anni.

Nata come realtà dedicata allo sviluppo software, nel tempo ha ampliato le proprie competenze alla gestione dei dati, alle infrastrutture informatiche, alla digitalizzazione della fabbrica e all’intelligenza artificiale.

Un percorso che ha accompagnato l’evoluzione tecnologica delle imprese e che oggi porta il gruppo a rafforzare ulteriormente la propria presenza sul mercato nazionale.

L’incontro di villa Manin ha riunito clienti e partner, tra cui rappresentanti di Fincantieri, Danieli, Luxottica ed esponenti delle principali aziende tecnologiche internazionali.

I saluti istituzionali sono stati affidati all’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli e al presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo.

La crescita dell’azienda si accompagna a un modello di sviluppo fondato sulla sperimentazione interna delle nuove tecnologie.

Le partnership con Microsoft, N’vidia, Dell Technologies, Siemens e Dassault Systèmes permettono a beanTech di lavorare con alcune delle principali piattaforme tecnologiche internazionali e di integrare software, dati e infrastrutture nei progetti per le imprese.

Per le applicazioni software basate sull’intelligenza artificiale, il criterio è sperimentarle anzitutto all’interno dell’organizzazione.

«Siamo cresciuti anche grazie alla capacità di rimettere costantemente in discussione scelte e modo di lavorare», spiega Fabiano Benedetti, ceo e cofondatore di beanTech, «con l’intelligenza artificiale abbiamo deciso di partire da noi stessi. Customer Zero non nasce da un piano di marketing: l’Ai serviva prima di tutto a noi. Abbiamo iniziato a utilizzarla nei nostri processi e solo dopo abbiamo dato un nome a questo approccio.

È un metodo che ci permette di migliorare continuamente e di verificare in prima persona quello che proponiamo».

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