Dba Group spinge sul digital: «Entro il 2030 a 230 milioni»

Il valore della produzione della holding nel semestre è cresciuto del 19,4%. Forte contributo dei servizi Digital System e It che raggiungono 30,4 milioni. Approvato il Piano 2030, che punta a 50 milioni di ricavi da operazioni M&A

Arianna Salvatori

 

La crescita del digitale spinge i conti di Dba Group, mentre la società rafforza il proprio posizionamento nelle infrastrutture ad alto contenuto tecnologico, a partire dai data center. La holding dei fratelli De Bettin ha chiuso il primo semestre dell’anno con un valore della produzione pari a 68,1 milioni di euro, in crescita del 19,4% rispetto a 57 milioni di euro del primo semestre 2025. La quota maggiore del valore della produzione arriva dalla divisione A.E.P.M. (Architecture, Engineering and Project Management), con 36,6 milioni di euro (+3,3%). La crescita più sostenuta è invece quella dei servizi Digital Systems e It, attivi in Italia e Slovenia, che raggiungono 30,4 milioni, in aumento del 45,8% rispetto ai 20,9 milioni del primo semestre 2025. Per quanto riguarda l’area Consulting, il valore si attesta a 1,1 milioni di euro, superiore ai 0,8 milioni dell’anno scorso.

L’Ebitda registra un valore pari a 6,1 milioni di euro, in crescita del 3,1%, mentre l'Ebitda margin passa dal 10,3% all’8,9%. Una riduzione dovuta principalmente al diverso mix di ricavi registrato in Slovenia, dove l'incremento delle vendite di hardware ha determinato un'incidenza più elevata di attività a minore marginalità rispetto ai servizi It.

Anche il risultato operativo registra una leggera crescita, passando da 3,8 a 3,9 milioni (+3,1%), mentre il netto resta a 2,1 milioni, in linea con il primo semestre 2025. A flettere è invece il risultato netto di gruppo, che passa da 1,9 milioni a 1,8. Infine, il debito netto sale dai 3,8 milioni di fine 2025 a 4,2.

Sul fronte degli ordini, Dba Group durante il semestre è riuscito a consolidare il posizionamento nei segmenti a maggiore crescita e contenuto tecnologico. La società ha acquisito nuove commesse che hanno interessato soprattutto la progettazione di infrastrutture digitali, tra cui i data center e interventi legati alla modernizzazione delle reti e degli asset energetici. Oltre a questo ha contribuito a iniziative finalizzate alla riduzione dell’impatto ambientale delle infrastrutture, come le attività connesse allo sviluppo di sistemi di cold ironing in ambito portuale, vale a dire l’elettrificazione delle banchine.

L’aspettativa è quella di chiudere l’anno con un valore della produzione tra i 134 e i 138 milioni di euro, un Ebitda tra 14,5 e 15 milioni e un debito netto tra i 2 e i 3 milioni.

Il Cda ha inoltre approvato il Piano industriale 2030. Dba Group punta a raggiungere entro il 2030 un valore della produzione compreso tra 220 e 230 milioni di euro, con un Ebitda atteso tra 27 e 28 milioni. Lo sviluppo, spiega la società, passerà sia dalla crescita organica sia da acquisizioni mirate, concentrate soprattutto in Italia e Spagna.

Nel dettaglio, 170-180 milioni di valore della produzione dovrebbero arrivare dalla crescita interna, mentre la parte restante sarà legata al contributo delle operazioni di M&A. Sul fronte della redditività, 19-20 milioni di Ebitda sono attesi dallo sviluppo organico.

Il piano prevede innanzitutto il rafforzamento nei mercati già presidiati, affiancato dall’ingresso progressivo in nuovi ambiti considerati coerenti con le competenze del gruppo. Tra questi ci sono il ciclo idrico e la gestione delle risorse ambientali, le reti di distribuzione elettrica e i servizi per l’elettrificazione, il commissioning di data center e infrastrutture complesse, l’ingegneria aeroportuale e le infrastrutture sportive, anche facendo leva sull’esperienza maturata con le Olimpiadi invernali 2026. L’espansione, spiega Dba Group, sarà graduale e potrà avvenire attraverso lo sviluppo di competenze interne, partnership specialistiche e acquisizioni selettive, con l’obiettivo di ampliare il portafoglio di competenze, rafforzare l’accesso ai clienti e aumentare la presenza nelle aree ritenute prioritarie.

Gli investimenti saranno inoltre concentrati su tecnologie e infrastrutture digitali, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza, la scalabilità e l’automazione delle attività.

 

Riproduzione riservata © il Nord Est