Dalle bici al telescopio: Aps Arosio Extrusion aumenta investimenti e nuove produzioni

L’azienda di Mariano del Friuli si occupa di estrusione dell’alluminio. Il presidente Claudio Arosio: grazie al revamping porteremo la capacità produttiva a Mariano a 1.500 tonnellate su tre turni completi. Nel 2025 abbiamo raggiunto le 18 mila

Giorgia Pacino
Un operatore al lavoro nello stabilimento di Mariano del Friuli
Un operatore al lavoro nello stabilimento di Mariano del Friuli

Dai cerchi per le biciclette ai profili per tende da sole e pergole, dagli impianti di energia rinnovabile alle strutture per l’edilizia.

Fino ad arrivare ad alcune componenti dell’Extremely large telescope dell’European Southern Observatory, il più grande telescopio ottico del pianeta in costruzione nel deserto cileno.

Ad accomunare manufatti così diversi è l’alluminio estruso da Aps Arosio Extrusion. Con due sedi produttive, a Mariano del Friuli e a Porzano di Leno nel Bresciano, la società ha chiuso il 2024 con 59,2 milioni di fatturato e, nonostante il non facile momento per il settore, nel 2025 è cresciuta di oltre il 7% sia in tonnellate – 18 mila quelle prodotte – sia in fatturato.

«Di certo i margini operativi sono diminuiti», precisa il presidente Claudio Arosio.

«Il 2025 non è stato uno degli anni migliori, segnato da un calo di lavoro sia nel mercato italiano sia in quello tedesco, ma abbiamo mantenuto l’obiettivo di crescita».

A pesare sull’andamento del settore è in primis il prezzo della materia prima.

Oggi l’alluminio, quotato sulla Borsa di Londra, costa circa 3,10 euro a chilo, nel 2022 era arrivato a toccare i 5 euro, con riflessi anche sui ricavi della società della famiglia Arosio, il cui fatturato era balzato a 104 milioni.

«Ecco perché i nostri ragionamenti non si basano mai sul fatturato, ma sulle tonnellate che estrudiamo», prosegue il presidente.

Tra i due stabilimenti la società vanta una capacità di 22 mila tonnellate, destinata ad aumentare nei prossimi mesi grazie al revamping della pressa da 2.200 tonnellate in corso di ultimazione.

Il nuovo impianto porterà anche nuove persone: da settembre, periodo in cui si prevede di avviare la produzione almeno su un turno, serviranno tra le 20 e le 25 persone tra produzione e servizi.

«Qui produciamo tra le 700 e le 800 tonnellate, a Porzano di Leno circa 1.300. Grazie all’investimento, domani raggiungeremo una capacità produttiva solo a Mariano del Friuli di circa 1.500 tonnellate su tre turni completi».

Tra l’impianto e il recente ampliamento del capannone da oltre 3 mila metri quadrati, la società ha investito circa 14 milioni di euro anche grazie al contributo del Frie.

Con il 50% del fatturato prodotto fuori dall’Italia, Aps Arosio Extrusion si rivolge principalmente ai mercati di Germania, Austria e Slovenia, con alcune puntate in Belgio e Polonia.

Serve i clienti più vari, dal settore meccanico all’arredamento, oltre a produrre tutti i profili commerciali richiesti dal mercato. «Lavoriamo sempre su disegno del cliente. In questo momento abbiamo davanti tre settimane di carico di lavoro, ma non c’è una visibilità a lungo termine: dal 2015 in poi il mondo dell’estruso è sempre andato avanti passo passo», spiega Arosio. «I nostri clienti, che normalmente facevano programmi semestrali, ora preferiscono fare ordini al bisogno, anche perché oggi gli estrusori sono capaci di consegnare in 7-10 giorni. È difficile fare previsioni».

Per il presidente non è ancora chiaro neppure se e in che misura peserà sulla società il Cbam (Carbon border adjustment mechanism), la misura europea di tassazione delle importazioni di prodotti ad alta intensità di carbonio.

«Il 30% di quanto produciamo viene da scarti di produzione: il ciclo è completo. Compriamo le billette da multinazionali che ci dicono come vengono prodotte e quindi siamo sicuri sulle nostre fonti di approvvigionamento, sia sull’alluminio primario, ricavato cioè dalla bauxite, sia sul secondario, ovvero quello riciclato». —

Riproduzione riservata © il Nord Est