Dagli arredi agli edifici: il tutto incluso di WeDo

Il gruppo padovano di interior design ha messo in vendita gli appartamenti del progetto Lynfa Paullo, alle porte di Milano, per il quale ha curato la ristrutturazione degli immobili, la progettazione e la commercializzazione

Nicola Brillo

 

WeDo Holding porta a termine il progetto “Lynfa Paullo”, un'operazione di riqualificazione, progettazione, arredo e vendita di un residence alle porte di Milano. E punta a chiudere l'anno con un fatturato di circa 300 milioni.
Il gruppo industriale veneto attivo nel settore dell’arredo d’alta gamma, dell’interior design e del contract, attraverso la business unit dedicata al contract WeDo Life, ha portato al completamento e alla commercializzazione di 84 unità abitative arredate per un valore complessivo di circa 25 milioni a Paullo, alle porte di Milano.

Si tratta di un progetto che incarna il modello organizzativo e commerciale sviluppato da WeDo Life, un approccio che supera il tradizionale ruolo del general contractor per estendersi alla gestione coordinata dell'intera filiera. La società si è occupata di tutto: dalla riqualificazione dell'immobile alla progettazione degli spazi, dall'integrazione dei prodotti dei brand del gruppo fino ai servizi tecnici e alla commercializzazione delle unità. Le abitazioni, di diverse tipologie con giardino o senza, tutti in classe energetica A4, con pannelli fotovoltaici e soluzioni altamente sostenibili, sono state proposte come soluzioni già arredate. WeDo Holding propone al mercato un nuovo “modello dell’abitare”, partendo dalla funzionalità e dalla gestione nella sua totalità, dall’arredo ai servizi alle utenze, sia che si tratti di una casa, un ufficio o uno spazio condiviso.

«L'intervento Lynfa Paullo», commenta il presidente di WeDo Holding, Andrea Olivi, «rappresenta un tassello importante della strategia di crescita del nostro gruppo e uno dei più significativi esempi della capacità di WeDo Life di operare come contractor evoluto e regista di un ecosistema integrato dell'abitare, dando concreta attuazione alle direttrici di sviluppo definite dal Piano Industriale. Con la vendita ormai in fase di completamento delle ultime unità disponibili, il progetto costituisce una concreta validazione di un approccio innovativo e replicabile, coerente con la visione strategica e con l'obiettivo di consolidare un modello industriale unico nel panorama italiano dell'abitare».
La holding con sede a Padova prevede di chiudere il 2026 con ricavi in crescita a circa 300 milioni. Lo scorso anno il fatturato era stato di 274,3 milioni, con un margine operativo lordo di 23,7 milioni e un utile netto di 7,6 milioni. Il gruppo conta più di 1.000 dipendenti totali, di cui 350 in Serbia, e nove stabilimenti produttivi. WeDo Life incide sui ricavi di WeDo Holding per circa il 16,7%. Lo scorso anno il contract aveva registrato risultati in crescita, passando dai 50 milioni del 2024 ai 58 milioni del 2025 e incidendo per il 44% sul margine operativo lordo (quindi con margini superiori rispetto alle altre aree d’affari) del gruppo.
L’integrazione di soluzioni e servizi trasversali resta la vera sfida di innovazione e differenziazione del gruppo veneto. Il piano industriale per il periodo 2026-2028, che prevede investimenti di circa 30 milioni nel triennio, punta infatti a rafforzare l’integrazione tra operations, servizi a valore aggiunto e innovazione tecnologica, consolidando le business unit e ottimizzando l’organizzazione interna.
Il gruppo internazionale detiene e gestisce le partecipazioni societarie dei quattro fratelli Doimo (Enza, Elis, Edy e Eros), figli dell’imprenditore Ettore. Applica un modello di governance che distingue la proprietà (della famiglia Doimo) dalla gestione affidata a manager. Del gruppo WeDo Holding fanno parte i marchi Arrital, Altamarea, Copatlife, Rotaliana, Diva Divani, Busnelli, Doimo Cucine, We Do Project, Frezza, DVO, Sitland, Nomas, Gorini. Le aree strategiche d’affari sono We Do Home (casa), We Do Spaces (ufficio & healthcare) e We Do Life (design to build e interior design).

 

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