Crocieristica in accelerazione: è un business da 18,1 miliardi
Clia, associazione degli armatori, ha diffuso un’analisi sull’indotto del settore nel nostro Paese. Fincantieri, gruppo con sede a Trieste e cantieri da Marghera a Genova e Ancona, è il primo costruttore di navi da crociera in Europa con il 50% dell'orderbook continentale

Oltre diciotto miliardi di euro. È l’impronta del settore crocieristico sull'economia italiana nel 2024, secondo lo studio sull'impatto economico diffuso da Clia, associazione che riunisce le principali compagnie armatoriali del mondo.
Un primato continentale - l'Italia assorbe il 28% dei 64,1 miliardi generati in tutta Europa, quasi il doppio della Spagna, seconda con 8,6 miliardi - che si spiega anche con un asset industriale unico: Fincantieri, gruppo con sede a Trieste e cantieri da Marghera a Genova e Ancona, è il primo costruttore di navi da crociera in Europa con il 50% dell'orderbook continentale, e la cantieristica da sola vale 2,7 miliardi di contributo al Pil crocieristico italiano, il 38% del totale nazionale. Un Paese che le navi non le accoglie soltanto, ma le costruisce.
I 18,1 miliardi si compongono di tre livelli: 8,4 miliardi di spesa diretta - investimenti nei cantieri navali (3,4 miliardi), acquisti delle compagnie (2,9 miliardi), spesa di passeggeri ed equipaggi nelle destinazioni (1,7 miliardi) e stipendi del personale residente (400 milioni) - più 7,3 miliardi di impatto indiretto legato alla filiera di fornitura e 2,5 miliardi di effetto indotto dai consumi dei lavoratori, distribuiti su 63 destinazioni della Penisola.
Di tutto questo, 7,3 miliardi si traducono in valore aggiunto netto al Pil - più di un quarto del totale europeo, circa lo 0,33% del prodotto interno lordo nazionale.
Sul piano occupazionale, il settore genera 113.000 posti di lavoro, un quarto dei 445.000 complessivi in Europa, con salari distribuiti per 3,6 miliardi.
«L'Italia è l'unico mercato europeo dove tutti e quattro i canali di spesa - cantieristica, acquisti delle compagnie, spesa di passeggeri ed equipaggi, stipendi - generano impatti economici significativi e capillari», osserva Francesco Galietti, National Director Clia Italia.
«Questi numeri non riguardano solo le compagnie: riguardano le città, i porti, i lavoratori, le imprese locali».
Sul versante portuale, Civitavecchia guida con 3,5 milioni di visite, seguita dal polo Genova-Savona con 2,3 milioni e dal sistema campano Napoli-Salerno-Castellammare con 1,8 milioni.
In Europa gli approdi di passeggeri ai porti hanno toccato quota 65 milioni nel 2024, nuovo record storico, con un incremento del 2% sul 2023.
I passeggeri europei che hanno effettuato una crociera sono stati 8,4 milioni, con un tasso medio di occupazione della flotta al 106%.
I dati, elaborati da Tourism Economics (gruppo Oxford Economics) per conto di Clia, fotografano un settore che ha superato i livelli pre-pandemia e continua a espandersi, spinto dalla crescita del Mediterraneo Orientale, delle British Isles, dell'Adriatico e delle Canarie.Per l'Italia, la sfida sarà gestire l’espansione preservando ciò che la rende unica in Europa: essere insieme destinazione, fornitrice, costruttrice.—
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