Confcooperative Fvg vale quasi l’8% del Pil regionale
Le sfide da oggi al 2030 tra carenza di personale, costi energetici e clima

Un settore che vale quasi l’8% del Pil regionale con un miliardo 250 milioni di ricavi. Ben 487 realtà produttive nei settori di agricoltura e pesca, lavoro, sociale, cultura, sport e turismo, distribuzione, consumo e utenze. Oltre 68 mila soci e 25 mila addetti, a cui si aggiungono i 92 mila soci e i 1.600 addetti delle otto banche di credito cooperativo che vantano una raccolta globale di 18 miliardi di euro.
Questa la fotografia di Confcooperative Fvg, una realtà che non si crogiola negli allori e anzi, affronta con determinazione le sfide dei prossimi anni, dopo il rinnovo di quasi tutte le cariche apicali dei vari comparti. Di tutto ciò si è parlato durante l’incontro “Cooperare al futuro – Confcooperative Fvg verso il 2030”, tenutosi a palazzo Florio, a Udine.
Negli ultimi dieci anni la cooperazione in regione ha aumentato occupazione e valore della produzione, oggi si trova ad affrontare uno scenario segnato da instabilità geopolitica, aumento dei costi, in particolare dell’energia, e profondi cambiamenti climatici, economici e sociali. I numeri illustrati dal segretario generale Nicola Galluà raccontano una crescita significativa: gli addetti delle cooperative associate sono passati dai 19.922 del 2015 ai 26.627 del 2025, con un incremento del 34%, mentre il valore della produzione è salito da circa 918 milioni a 1,249 miliardi di euro, segnando un +36%. Una crescita che tuttavia si accompagna a nuove criticità, nubi che si addensano in un orizzonte sempre più incerto. L’indagine sulla fiducia dei cooperatori evidenzia infatti un calo negli ultimi due anni, ma nonostante ciò le cooperative continuano a prevedere performance positive.

«È il segnale di una capacità delle cooperative di agire in maniera anticiclica crescendo anche in periodi difficili» ha sottolineato Daniele Castagnaviz, presidente regionale di Confcooperative Fvg, «non sono particolarmente preoccupato del calo della fiducia. Noi friulani siamo un po’ così, a volte pessimisti, ma sappiamo rimboccarci le maniche e non farci prendere dal panico».
Sul fronte dei costi, nell’estate 2026 il 58% delle cooperative ha registrato ulteriori aumenti delle forniture e delle materie prime e il 51% prevede nuovi rincari nei prossimi mesi. «Guardare al 2030 significa partire dalla forza della nostra cooperazione, ma anche accompagnare le imprese davanti alle trasformazioni in corso», ha sottolineato ancora il segretario Galluà, indicando nell’innovazione, nella crescita delle competenze e nella capacità di fare sistema alcuni degli elementi centrali della nuova fase.
Tra le criticità più urgenti, invece, la carenza di personale specializzato, in particolare nel settore della sanità, dove mancano almeno 400 figure Oss non solo nelle case di riposo, ma anche nei centri diurni, nei servizi domiciliari, nei servizi per le persone con disabilità, o nel sociale, dove non si riescono a reclutare più di 200 educatori.
Dal presidente di Confcooperative Federsolidarietà Luca Sibilla è giunta anche una forte sottolineatura dell’importanza della cooperazione sociale impegnata nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Il neo presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Armando Spagnolo, ha evidenziato il ruolo centrale della cooperazione agricola nelle filiere regionali e tra le criticità ha sottolineato l’andamento dei mercati, le crisi internazionali, l’aumento dei costi di produzione e gli effetti del cambiamento climatico. Preoccupante la situazione del comparto pesca, colpito da svariate e concomitanti emergenze. Per Confcooperative Cultura Turismo Sport, il presidente Federico Mansutti ha sottolineato la crescita del settore, i cui ricavi sono raddoppiati in cinque anni e potrebbero superare i 60 milioni di euro aggregati nel 2026. La sfida adesso è accompagnare la crescita dimensionale delle imprese e valorizzare gli alberghi diffusi. Per Confcooperative Lavoro e Servizi Andrea Pozzo, in rappresentanza del presidente Maurizio Era, ha posto l’accento sulla grande diversità delle imprese associate, attive dall’edilizia alla logistica, dai trasporti alla sicurezza, dalle pulizie alla ristorazione e ai servizi ambientali.
Al centro dell’incontro infine il rapporto con l’Università di Udine. La professoressa Elena D’Orlando, delegata del Rettore per i rapporti con il territorio e la valorizzazione delle conoscenze, ha sottolineato la necessità di trasformare la relazione tra ateneo e mondo cooperativo in un rapporto sempre più organico.
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