Confartigianato Fvg: «Nel 2026 gli investimenti delle imprese saranno ancora frenati»
A dirlo il presidente dell’associazione Graziano Tilatti che attribuisce la frenata, tanto degli investimenti delle imprese che dei consumi delle famiglie, al perdurare dell’incertezza a livello internazionale

«Un avvio d’anno che prospetta ancora un tempo di incertezza per l’andamento delle imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia in tutti settori, almeno nella prima parte del 2026, soprattutto per il permanere della complessità geopolitica internazionale che tra gli imprenditori nonostante l’innata intraprendenza, rallenta investimenti e l’avvio di nuovi progetti e tra le famiglie limita i consumi».
Il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti, legge così le dinamiche che accompagneranno le piccole e medie aziende artigiane della regione nel primo periodo del nuovo anno, pur potendo contare su alcuni aspetti positivi che si riscontrano nelle leggi Finanziarie regionale e nazionale.
«Può essere l’anno in cui la tecnologia più avanzata, quella legata all’intelligenza artificiale, entra in modo massiccio e pervasivo nelle nostre aziende – considera Tilatti -, anche tenuto conto del supporto che la Regione ha inteso dare in questa direzione con un canale di finanziamento dedicato». Insieme ai problemi specifici che si annidano nella Finanziaria nazionale - tra i quali Tilatti segnala «l’aumento dell’accisa diesel per gli autotrasportatori, l’eliminazione della rateizzazione delle plusvalenze, l’introduzione, seppure dal 2028, della ritenuta d’acconto nei pagamenti B2B, il ritorno dell’iperammortamento e il credito d’imposta Zes con soglia minima di investimento elevata».
Il presidente di Confartigianato Fvg rimarca almeno due criticità strutturali con cui le imprese dovranno continuare a fare i conti: «Nell’immediato la mancanza di manodopera formata e sul medio periodo il crescente numero di mancati passaggi generazionali, accompagnato da contenute nuove aperture aziendali».
Tilatti, comunque, conferma «la determinazione artigiane nel continuare a essere un presidio economico e sociale diffuso, come tra l’ altro abbiamo dimostrato con alcune iniziative nei centri cittadini durante il periodo delle festività, supportati in questo anche dalle importanti misure presenti nella Finanziaria regionale. In particolare – puntualizza - l’aumento di 7 milioni per gli incentivi alle imprese gestiti dal Cata, il nuovo canale d finanziamento per il sostegno all’artigianato tipico, il supporto per l’utilizzo dell’Ai, per la relativa formazione del personale e per la certificazione delle imprese per acquisire standard di qualità e sostenibilità strategici ai fini competitivi».
Il segretario di Confartigianato Fvg, Enrico Eva, definisce la legge di Bilancio nazionale «equilibrata», evidenziando «il fondamentale dietrofront del Governo sul divieto di compensazione tra crediti fiscali e debiti previdenziali. Questa norma avrebbe generato una gravissima crisi di liquidità per l’intero comparto delle costruzioni — dall'edilizia all'impiantistica fino alla falegnameria — che oggi può finalmente tirare un sospiro di sollievo grazie all'azione di sensibilizzazione portata avanti con determinazione da Confartigianato presso i parlamentari». Quanto alla legge di Bilancio Fvg, Eva considera che «il Friuli Venezia Giulia si conferma un modello d’eccellenza per il supporto alle microimprese. Grazie alla lungimiranza della Regione e dell’assessore alle Attività Produttive Sergio Bini, e attraverso il braccio operativo del Cata, l'artigianato gode di un’attenzione e di strumenti di sostegno che non hanno eguali nel resto d’Italia».
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