Cigierre al settimo format apre Indiana Highway Station

Il player friulano della ristorazione ha lanciato il suo nuovo locale in centro a Udine. Per il triennio 2026-2028 la società prevede 60 milioni di investimenti tra aperture e rinnovi, il fatturato 2025 è stato di 550 milioni di euro. Il Ceo Marco Di Gusto: «Vogliamo proporre un luogo per interpretare i nuovi stili di consumo»

Maura Delle Case
L'interno del primo locale Indiana Highway Station di Cigierre aperto a Udine
L'interno del primo locale Indiana Highway Station di Cigierre aperto a Udine

Strade che si stendono a dismisura davanti agli occhi, tagliando a metà infinite distese di terra, dalle montagne al deserto, mentre l’asfalto rovente deforma i confini dell’orizzonte.

Che l’esperienza si sia fatta guidando lungo una delle spettacolari highway americane oppure seduti comodamente sul divano guardandole alla tv, in qualche pellicola made in Usa, elemento immancabile del viaggio on the road è la sosta a un diner, la tipica tavola calda americana: atmosfera anni Cinquanta, divanetti in pelle, jukebox, a terra piastrelle a scacchi e al soffitto il ventilatore che gira sornione.

La colonnina di mercurio alle stelle è un invito ad entrare. Che ti trovi lungo la mitica Route 66, dove nei mesi caldi la temperatura supera regolarmente i 40 gradi, oppure in centro a Udine, che in quest’inizio estate ci è andato vicino.

Che c’entra l’arteria americana con il capoluogo del Friuli?

Apparentemente nulla, non fosse che nei giorni scorsi, nel centro della città friulana, Cigierre ha dato vita al suo ultimo esperimento: il primo ristorante Indiana Highway Station.

Settimo format del gruppo di Tavagnacco, leader in Italia della ristorazione casual dining.

«Indiana Highway Station nasce dall’esperienza di oltre trent’anni», dichiara Marco Di Giusto, founder e Ceo di Cigierre, «da sempre, creiamo e sviluppiamo format innovativi. Con questo progetto vogliamo proporre un luogo capace di interpretare nuovi stili di consumo e nuove occasioni di socialità, mantenendo al centro la qualità dell’esperienza e dell’accoglienza. Siamo particolarmente orgogliosi che questo percorso parta proprio dal Friuli Venezia Giulia, territorio in cui affondano le radici della nostra storia imprenditoriale».

L’idea è quella di portare l’ospitalità americana in un contesto urbano, nel cuore delle medie città italiane, «di aprire», spiega Stefano Taboga, responsabile public affairs di Cigierre, «non un semplice hamburger restaurant, ma una vera e propria stazione del gusto, concepita per accompagnare gli ospiti in ogni momento della giornata: dal pranzo alla cena, passando per l’aperitivo e il dopocena, in un ambiente dove il piacere della tavola incontra quello della convivialità».

Anche all’aperto, grazie a un dehor che si apre sulla città.

Niente centri commerciali o strade ad alta percorrenza stavolta: l’Indiana Highway Station si prepara a portare l’America nei centri storici.

E lo fa tornando alle origini di Cigierre, che da trent’anni usa Udine e provincia (in particolare il centro commerciale Città Fiera) come banchi di prova, dove i principali format del gruppo – a partire da Old Wild West – sono nati, hanno superato il test del pubblico e sono quindi stati replicati ai quattro angoli del Paese, con qualche puntatina all’estero.

Il copione del nuovo brand è lo stesso.

Aperto in largo dei Pecile, è qui che sarà messo a punto.

«Il grande vantaggio di queste operazioni», spiega ancora Taboga, «è che possiamo osservare il funzionamento del nuovo ristorante da vicino e intervenire in diretta, apportando migliorie e cambiamenti».

L’estetica come detto è quella del diner americano, ma un po’ più soft, con grandi listoni di legno a terra al posto delle piastrelle a scacchi, ordinate file di copertine del Time e dei campioni della 500 Miglia di Indianapolis alle pareti, attorno ai tavoli sedie che si alternano alle classiche panche dei diner, in un angolo l’immancabile jukebox (funzionante). Passando al menu, «convivono burger signature, sandwich gourmet, tacos, tartare, insalate, carni selezionate e proposte dedicate all’aperitivo», racconta Taboga, «accompagnati da una ampia drink list che spazia dai grandi classici della mixology a mocktail, vini e birre».

Se sarà un successo lo diranno gli udinesi (e i turisti).

«Non abbiamo un business plan definito, verificheremo come va e se il format sarà appetibile andremo avanti, con investimenti diretti e in franchising», annuncia il manager guardando i primi clienti varcare la soglia del locale.

Anche per la ristorazione il periodo non è dei più facili.

Come lo scontrino si è fatto più leggero alla cassa dei supermercati, anche quello della cena fuori ha pagato l’incertezza generale e la riduzione del potere di spesa dalle famiglie.

«Quello che notiamo – conferma Taboga – è uno scontrino un po’ più basso, ma i clienti della ristorazione sono resilienti, magari rinunciano all’antipasto oppure al dolce, ma continuano a uscire».

Un trend positivo che si riflette sui conti di Cigierre, che ha chiuso il 2025 con 550 milioni di euro di ricavi, in crescita sui 545 milioni dell’anno precedente, con un Ebitda di 70 milioni, anche questo in aumento rispetto ai 66 milioni del 2024, con nove aperture che hanno portato il totale dei ristoranti del gruppo a quota 370 per un totale di 30 milioni di coperti e 5.000 dipendenti .

Il piano investimenti dal 2026 al 2028 vale circa 60 milioni di euro ed è destinato in parte a nuove aperture – 26 quelle in programma quest’anno, di cui dieci già realizzate nei primi sei mesi – in parte al rinnovo di alcuni locali.

Ad accelerare sarà soprattutto Smashie, il format lanciato nel 2023 a Catania, primo esperimento nella ristorazione non servita, più apprezzata da giovani e giovanissimi, che è stato un successo.

«Siamo a 11 locali, 10 in Italia e uno a Montecarlo, e ne avvieremo altri 16 tra il 2026 e l’inizio del 2027. Gli ultimi due li abbiamo aperti a Cagliari e Genova, dove c’è stato un vero e proprio assalto, con 3.000 panini nel primo weekend» ricorda ancora il manager che a proposito dello sviluppo di Smashie spiega: «È un format che crescerà in fretta perché l’investimento è contenuto, circa 500 mila euro, e il ritorno veloce. I locali sono più piccoli con meno posti a sedere e meno personale». Entri, ordini al chiosco touch e ritiri. Cosa? Dagli smash burger alle patatine, dai milk shake alle bibite free refill.

Tutt’altra formula rispetto agli Old Wild West con cui Cigierre è partita nel 2002, aprendo il primo ristorante al Città Fiera a Martignacco.

Oggi la storica insegna, che è anche sponsor della Lega nazionale di pallacanestro per i campionati di A2 e B e dell’Apu Udine, di locali ne conta 265, un numero che racconta il successo dell’idea imprenditoriale di Marco Di Giusto, che negli anni non si è accontentato, continuando a sperimentare, sempre in casa, in Friuli, formule che poi sono diventate di successo.

Accanto a Old Wild West nel 2007 Cigierre ha aperto Wiener House, con una proposta di birre e cucina d’ispirazione mitteleuropea, che oggi è arrivato a quota 25 locali.

Nel 2015 è stata la volta della prima operazione m&a: il gruppo ha rilevato Shi’s, allargando la sua proposta alla cucina orientale.

L’anno successivo è toccato a Pizzicotto entrare a fare parte di Cigierre cui ha portato in dote la pizza.

Oggi i ristoranti di Shi’s sono 4, 35 quelli di Pizzicotto (in crescita a doppia cifra). Altra acquisizione nel 2017, con America Graffiti, ispirato ai dining americani e oggi a quota 17 locali.

Chiudono 10 Smashie e, appunto, il primo Indiana Highway Station, entrambi ideati da Cigierre.

Sette format in totale per 370 ristoranti.

E non è finita. In arrivo– a brevissimo – c’è infatti l’ottavo, proposta per ora top secret che promette di rivoluzionare ancora il mondo della ristorazione. Naturalmente, partendo da Udine.

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