Cbam rafforzata: più costi per mobile e agricoltura

L’allarme delle imprese. Carlo Salvan, Coldiretti Veneto: «Tradite aziende e famiglie». Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo: «Competitività a rischio»

Maurizio Cescon
Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo
Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo

La carbon tax europea (Cbam) esce rafforzata dall’ultimo voto del Parlamento di Strasburgo: bocciati i due emendamenti che, nelle intenzioni dei promotori e delle categorie interessate, legno arredo e agricoltura, avrebbero dovuto cancellare o quantomeno mitigare gli effetti dell’imposta sull’urea, materia prima di vitale importanza per i due settori.

Una notizia che è stata accolta da forti critiche, sia a livello nazionale che a Nordest, dove l’industria del mobile è fiorente e il comparto agricolo rappresenta ancora un’importante fetta dell’economia del territorio.

«Siamo amareggiati», ammette l’imprenditore friulano Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo, «ci aspettavamo un cambio di atteggiamento complessivo da parte della Commissione europea e del Parlamento di fronte a problematiche ambientali che vengono trattate in modo ideologico e che mostrano tutti i loro limiti. Voglio comunque ringraziare gli eurodeputati che avevano inserito gli emendamenti poi cancellati. L’eliminazione dell’articolo 27 A, in particolare, priva il sistema di uno strumento di flessibilità importante per intervenire in presenza di circostanze eccezionali, come per esempio le odierne, sul prezzo dell’urea. Attualmente le quotazioni del gas naturale sono di circa 84 euro al megawatt/ora, contro i 35 euro di sei mesi fa. Questo elemento avrà come conseguenza il balzo del costo dell’urea, in cui l’incidenza del gas è pari al 74%, tanto che oggi è diventato quasi impossibile produrla in Europa. Inoltre i conflitti in aree strategiche per l’approvvigionamento di materie prime stanno già causando carenze e forti rincari di sostanze essenziali come l’urea. In questo contesto, l’introduzione di ulteriori oneri fiscali rischia di aggravare una situazione già difficilmente sostenibile. Resta quindi alta la preoccupazione per la decisione di mantenere l’urea nell’ambito di applicazione del regolamento Cbam, una scelta che può generare ulteriori oneri lungo le catene di approvvigionamento».

C’è però ancora una flebile speranza, da parte delle imprese, che si giunga a un compromesso più favorevole. Adesso si apre la fase negoziale definitiva tra Parlamento Ue, Consiglio dei 27 e Commissione europea: Assopannelli continuerà a lavorare affinché nel testo finale siano salvaguardate le esigenze del comparto del legno e del mobile.

«Gli obiettivi ambientali», conclude Fantoni, «devono essere perseguiti senza compromettere la competitività del sistema produttivo europeo. Ci aspettiamo pertanto che il confronto istituzionale consenta di correggere le criticità emerse e di arrivare a una carbon tax efficace sul piano ambientale, ma anche sostenibile per le industrie».

Forti le critiche da parte di Coldiretti Veneto. «Il voto del Parlamento europeo sul Cbam rappresenta un inaccettabile tradimento ai danni di agricoltori e cittadini, che apre ai rischi di gravi turbative del mercato dei fertilizzanti con effetti dirompenti sui costi delle imprese e sulla spesa delle famiglie», dice il presidente regionale Carlo Salvan che condivide le posizioni di Coldiretti nazionale, «l’ennesima deriva tecnocratica da parte dell’Ue che stavolta viene paradossalmente da chi dovrebbe rappresentare gli interessi comuni degli europei e del tessuto produttivo. La cancellazione della clausola di salvaguardia che avrebbe consentito di sospendere l’applicazione della misura in caso di gravi perturbazioni del mercato lascia di fatto gli agricoltori senza tutele, con effetti diretti sui costi del cibo naturale che diventeranno una nuova tassa sulla salute delle famiglie. Tale clausola rappresentava infatti l’unico strumento di tutela, ancorché debole, previsto per fronteggiare eventuali effetti negativi del Cbam legati al possibile aumento dei prezzi dei fertilizzanti».

«Un vero e proprio schiaffo del Parlamento di Strasburgo alle imprese e ai cittadini», conclude Salvan, «proprio mentre la situazione internazionale continua ad alimentare la volatilità dei prezzi energetici e, di conseguenza, delle quotazioni dei concimi. La scelta degli europarlamentari è peraltro ancora più grave se confrontata con la posizione adottata dal Consiglio a giugno, che pur rendendo estremamente restrittive le condizioni di attivazione, aveva comunque scelto di mantenere una clausola di sospensione».

 

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