Carraro, crescono i margini: verso quota 800 milioni

L’Ebitda nei primi sei mesi raggiunge la quota record del 12,8% del fatturato. «Quest’anno 42,8 milioni di investimenti, soprattutto nel nostro Paese». Entro il 2026 possibile la quotazione della controllata cinese a Hong Kong

Roberta Paolini

La ripresa dei volumi, le quote di mercato conquistate e soprattutto gli investimenti industriali spingono Carraro verso una marginalità record.

Il gruppo padovano delle trasmissioni per macchine agricole e movimento terra chiude il primo semestre del 2026 con ricavi per 397,6 milioni di euro, in crescita del 12,7%, e un Ebitda di 50,9 milioni, in aumento del 69,8% rispetto ai 30 milioni dello stesso periodo del 2025. Il margine operativo lordo sale così dall'8,5% al 12,8% del fatturato. E per l'intero esercizio il presidente Enrico Carraro conferma l'obiettivo di raggiungere, e possibilmente superare, gli 800 milioni di ricavi.

«A livello di marginalità siamo proprio a livelli record per il gruppo», spiega Carraro. «Questo è il frutto di tutti gli investimenti che abbiamo effettuato negli ultimi anni per rimodernare e rendere più efficienti i nostri stabilimenti». Un percorso che ora comincia a produrre risultati anche sul fronte dell'innovazione. «C’è finalmente la messa a terra di tutti gli investimenti che stiamo facendo in ricerca e sviluppo, oggi stiamo lanciando tantissimi nuovi prodotti». Il dato più significativo è che il miglioramento dei conti arriva in un mercato che non ha ancora completato la ripresa. Dopo due anni di debolezza, la domanda europea mostra segnali di recupero, soprattutto nelle macchine per il movimento terra, ma in maniera eterogenea. «Noi andiamo molto bene in un mercato che rimane relativamente depresso», osserva il presidente. «Questo perché stiamo guadagnando quote di mercato ogni anno». La crescita dei volumi ha consentito di assorbire meglio i costi fissi industriali, mentre gli interventi di efficientamento hanno contribuito al recupero della redditività.

Il rilancio industriale passa attraverso un nuovo ciclo di investimenti. Nei primi sei mesi Carraro ha destinato 12,9 milioni di euro all'ampliamento della capacità produttiva, contro gli 11,5 milioni dello stesso periodo del 2025. Ma il programma è destinato ad accelerare: per l'intero 2026 sono previsti 42,8 milioni. «Stiamo investendo un po' equamente in tutto il mondo. Stiamo investendo molto in Italia», sottolinea Carraro, rivendicando la scelta di mantenere e rafforzare la produzione nazionale. «Questo vuol dire che si può fare industria anche in Italia».

Il presidente insiste sul ruolo dell'automazione e delle nuove tecnologie produttive, che hanno permesso di migliorare l'efficienza degli stabilimenti e ridurre l'impatto energetico di alcune lavorazioni.

L'esempio è Siap, la società del gruppo specializzata nella produzione di ingranaggi, sulla quale Carraro ha concentrato una parte rilevante delle risorse. Il conto degli investimenti realizzati a Maniago, nel pordenonese, negli ultimi cinque anni supera gli 85 milioni di euro. Sul fronte geografico, la crescita in India è sostenuta dall'aumento della domanda di assali e dal progressivo spostamento del mercato verso trattori di maggiore potenza. In Cina, invece, l'espansione riguarda soprattutto le applicazioni per le macchine da costruzione e la crescente presenza internazionale dei costruttori locali. Due mercati nei quali Carraro sta rafforzando il proprio posizionamento competitivo.

Proprio la Cina è al centro di un’altra operazione strategica. Dopo la quotazione della controllata indiana, il gruppo sta lavorando per portare sul mercato di Hong Kong anche la propria società cinese. Il gruppo è impegnato nelle procedure autorizzative con le autorità competenti. Un percorso che il presidente definisce articolato, anche per l'affollamento del mercato, dove numerose aziende stanno preparando il proprio ingresso in Borsa. L'obiettivo potrebbe essere raggiunto entro la fine dell'anno, ma dipende da alcune tempistiche tecniche e Carraro in ogni caso non fissa una scadenza vincolante. «Deve esserci il combinato disposto di essere pronti con tutte le carte e poi trovare il momento opportuno».

 

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