Carel, balzo dei profitti con data center e Stati Uniti

Nei tre mesi utile netto su dell’81,5% a 18,4 milioni. In Borsa il titolo strappa

Nicola Brillo

Crescita sostenuta anche nel primo trimestre dell'anno per la padovana Carel. Il gruppo leader nelle tecnologie per il condizionamento dell’aria e della refrigerazione chiude il primo trimestre con ricavi consolidati di 170,9 milioni (+15,9% rispetto allo stesso periodo del 2025).

Il margine operativo lordo si attesa a 36,8 milioni (+38,3% rispetto ai primi tre mesi del 2025), mentre il risultato netto sale dell'81,5% a 18,4 milioni. Numeri che ieri hanno fatto crescere il titolo in Borsa al record assoluto di 28,85 euro (+6,26%).

Nei primi tre mesi dell'anno l’incremento organico dei ricavi è stato diffuso, con un contributo a doppia cifra da parte di entrambe le aree di business (condizionamento e refrigerazione) e di tutte le aree geografiche (con l’eccezione dell’Emea, che fa comunque registrare una performance robusta, +9%, in un contesto macroeconomico incerto).

«I risultati dei primi tre mesi del 2026 rafforzano ulteriormente i trend di crescita osservati negli ultimi trimestri e testimoniano la capacità di Carel di esprimere performance solide anche in un contesto caratterizzato da forte incertezza - commenta Francesco Nalini, amministratore delegato del gruppo di Brugine -. Guardando al futuro, siamo consapevoli che lo scenario economico e geopolitico rimane sfidante e caratterizzato da una visibilità limitata. Tuttavia, la resilienza dimostrata dal gruppo, la forza del nostro posizionamento competitivo e i trend strutturali favorevoli dei mercati in cui operiamo ci consentono di affrontare i prossimi trimestri con fiducia continuando a concentrarci su crescita sostenibile, innovazione e creazione di valore nel lungo periodo».

Il primo trimestre dell'anno segna il comparto condizionamento con una crescita a cambi costanti pari a circa il 23%.

Particolarmente brillante è stato, ancora una volta, il segmento dei data center, che ha continuato a beneficiare di una domanda strutturalmente sostenuta, con tassi di crescita particolarmente elevati in Nord America ma in progressivo rafforzamento anche nelle altre aree geografiche.

Per quanto riguarda la refrigerazione, il gruppo ha registrato un incremento a cambi costanti pari a circa l’11%, sostenuto principalmente dall’Europa e dal Nord America. Nel Vecchio Continente l'andamento è stato favorito dalla normativa “F-Gas” e dalla crescente transizione verso soluzioni basate su refrigeranti naturali. In Nord America, le performance sono risultate particolarmente brillanti, con tassi di sviluppo superiori al 40%, grazie alla capacità di intercettare la crescente domanda di soluzioni ad alta efficienza energetica. Positive anche le dinamiche in Asia-Pacifico, dove la refrigerazione ha registrato una crescita vicina al 10% a cambi costanti.

Al 31 marzo scorso Carel ha registrato una posizione di cassa netta positiva pari a 24,3 milioni rispetto alla posizione di cassa netta positiva pari a 18,4 milioni registrata alla chiusura dell'esercizio 2025. Il management di Carel stima per il secondo trimestre ricavi consolidati compresi tra 180 e 190 milioni («Portafoglio ordini che si mantiene molto solido»), in accelerazione rispetto al trimestre precedente e corrispondenti a una crescita tra il 13% e il 20% rispetto al secondo trimestre del 2025.

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