Bluenergy, welfare aziendale: permessi retribuiti ai caregiver
L’azienda ha firmato ieri un’intesa, tra le prime a livello nazionale, con i sindacati. Da gennaio 2026 i dipendenti potranno beneficiare di quattro giorni all’anno

Permessi retribuiti non solo per accudire i figli, ma anche per il supporto a familiari anziani e bisognosi di assistenza, con 4 giornate all’anno interamente a carico dell’azienda a disposizione dei dipendenti impegnati come caregiver. È la novità introdotta da quest’anno nell’integrativo aziendale Bluenergy Group, uno tra i più innovativi a livello nazionale, assicurano i vertici del gruppo e la Cisl.
Presentato ieri nella sede della Cisl di Udine, il contratto è il frutto di un percorso avviato dal 2018 per potenziare il welfare aziendale.
«Una risposta concreta ai cambiamenti demografici e sociali che interessano il mondo del lavoro, rafforzando quanto già previsto dalla normativa nazionale, a partire dalla legge 104/92, e valorizzando le indicazioni contenute nella legge regionale 8/2023 sul riconoscimento e il sostegno dei caregiver familiari», spiegano Bluenergy e la Cisl.
Una misura, precisano, «che si aggiunge ai permessi previsti dalla legge, con l’obiettivo di offrire un supporto più aderente alla realtà quotidiana di molti lavoratori, chiamati a conciliare impegni professionali e attività di cura in un contesto demografico sempre più complesso».
«Per noi – dichiara Alberta Gervasio, amministratore delegato del gruppo – il benessere delle persone non è un tema accessorio, ma un elemento centrale della nostra responsabilità sociale e del nostro modo di fare impresa. Siamo convinti che il benessere delle persone sia una leva fondamentale anche per la sostenibilità e la competitività dell’azienda. Anticipare questi temi significa assumersi una responsabilità verso il territorio e la comunità in cui operiamo».
Concetti, questi, ribaditi dal direttore risorse umane del gruppo Luca Turri e dai sindacati, nello specifico Fisascat e Fim Fvg, firmatari assieme alla Cisl Fvg di «un’intesa che riconosce il valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale svolta in ambito familiare e che va oltre gli obblighi di legge», spiegano Francesco Barbaro (Fim), Diego Marini (Fisascat) e la segretaria confederale Renata Della Ricca. «Come Cisl Fvg – aggiunge Della Ricca – riteniamo centrale il percorso avviato dalla Regione con la legge 8/2023, che promuove la contrattazione tra soggetti pubblici e privati per favorire la conciliazione tra vita e lavoro. I caregiver in età lavorativa affrontano carichi di cura importanti che incidono sui percorsi professionali e sul benessere psicofisico: prevedere attraverso la contrattazione aziendale strumenti di welfare, flessibilità e permessi dedicati significa rispondere a bisogni reali delle lavoratrici e lavoratori».
Le 4 giornate di permesso per i caregiver rafforzano un pacchetto che già prevede, per i dipendenti Bluenergy, un mese aggiuntivo di congedo di maternità, 10 giornate in più di congedo di paternità, 5 giornate per l’assistenza a figli malati di età fino a 8 anni, un bonus bebé di 1.000 euro, gli innovativi bonus per adozione e procreazione medicalmente assistita, che possono arrivare fino a 10 mila euro, un contributo per i centri estivi, polizze di assistenza a lungo termine per non autosufficienza, per grandi interventi chirurgici o malattie gravi.
Una risposta alle sfide poste dalla conciliazione vita-lavoro e dal declino demografico, come sottolinea anche l’assessore regionale alla Salute e al welfare, Riccardo Riccardi.
«Dare una risposta al ruolo del caregiver – commenta – significa intercettare un bisogno attuale e crescente e inserirlo all’interno di una cultura del lavoro innovativa, in cui il welfare diventa parte integrante del rapporto di lavoro. Si tratta di una scelta di grande valore culturale, a beneficio del capitale umano, che contribuisce a migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle persone, rafforzando al contempo la produttività, il clima aziendale e la possibilità di conciliare lavoro e affetti». —
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