Beltrame Giacomello: «Se prosegue l’incertezza, a rischio la tenuta del sistema»
La presidente di Confindustria Vicenza mette in guardia dall'effetto combinato tra guerre, crisi energetica e incertezza regolatoria. E avverte: «I segnali di rallentamento si vedono»

«Le aziende stanno facendo il possibile per sopportare questo nuovo shock, purché sia limitato nel tempo. Se questa escalation di incertezza si consolida per mesi o trimestri, allora il problema non è più congiunturale: diventa una questione di tenuta produttiva e di competitività del sistema». Lo afferma in una nota Barbara Beltrame Giacomello, presidente di Confindustria Vicenza.
«Noi non partiamo - precisa Beltrame - da una situazione di tranquillità. Arriviamo da un 2025 in cui le imprese hanno difeso posizioni, hanno tenuto sui mercati, ma in un contesto di domanda debole, margini compressi e forte volatilità. Per questo oggi serve lucidità: non possiamo permetterci di sottovalutare l'effetto combinato tra guerre, crisi energetica e delle materie prime e incertezza regolatoria».
La leader degli industriali vicentini sottolinea inoltre che «non esiste un export italiano uniforme. Esistono filiere, territori e specializzazioni che reggono meglio e altri che oggi sono più esposti. Nel Nord-Est i segnali di rallentamento si vedono e vanno presi molto sul serio. È quasi incredibile che, in un anno così complicato, l'export vicentino sia rimasto stabile».
Per Giacomelli ciò «conferma la forza della nostra base manifatturiera e la capacità delle imprese di difendere le proprie posizioni sui mercati internazionali. Ma sarebbe un errore accontentarsi di non perdere troppo terreno. Siamo dentro una fase in cui pesano il combinato disposto di rallentamento della domanda, specie in alcuni settori, aumento dei costi, tensioni geopolitiche e nuova instabilità energetica».
Per la presidente «Vicenza continua a essere uno dei grandi motori manifatturieri del Paese, ma proprio per questo avverte prima di altri gli effetti delle turbolenze internazionali. Se si inceppano energia, logistica e fiducia dei mercati - conclude - un territorio come il nostro lo sente immediatamente».
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